CARENZA DI PERSONALE AL SAN ROCCO, INTERVIENE IL NURSIND

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SESSA AURUNCA – Sul problema legato alla carenza cronica di personale infermieristico, che affligge il Presidio Ospedaliero San Rocco di Sessa Aurunca è intervenuto il segretario territoriale del sindacato Nursind, Antonio Eliseo, con una nota inviata al Prefetto di Caserta, al direttore generale dell’Asl ed al sindaco di Sessa Aurunca.

“Non è passata neanche una settimana da che il P. O. San Rocco è balzato agli onori della cronaca per la chiusura dell’ambulatorio di Ginecologia, per carenza di Medici, – scrive il segretario Eliseo – che un’altra tegola sta per abbattersi sull’Ospedale di Sessa. Siamo oramai giunti quasi al termine del mese di giugno ed i turni per il prossimo mese di luglio del personale infermieristico afferente al Servizio di Sala Operatoria ancora non sono stati firmati, anzi, non se ne vede neanche l’ombra. Pare che neanche questa emergenza, che ha la sua rilevanza nella “mission” preoccupi più di tanto il Direttore Sanitario Moretta. Il Nursind si augura che il DS abbia la soluzione a portata di mano. Intanto l’emergenza è reale e ha bisogno di risposte certe da parte della Direzione Strategica, ecco perché ci siamo decisi ad investire della vicenda il Commissario di Governo al quale chiediamo un autorevole intervento.

Certo sarà complicato assicurare un servizio essenziale con solo 6 infermieri divisi su tre turni lasciando un solo infermiere nel turno notturno ed utilizzando l’istituto della reperibilità (che è prevista solo su malattia), come sostituzione dell’orario di servizio, cosa non prevista dal CCNL.

Che il personale fosse insufficiente per pianificare la turnazione,  il Direttore Sanitario ne era già al corrente, così come è stato informato il Direttore di UOC di Anestesia e Rianimazione, visto che la coordinatrice della Sala Operatoria, con nota scritta evidenziava la difficoltà a partorire un turno che rispettasse i carichi di lavoro, che non demansionasse il personale  vista la carenza di personale di supporto, che rispettasse il riposo previsto dalla Carta Costituzionale, nonché dal  contratto di lavoro , turni che rispettassero i parametri normativi della 161/2014 , che fossero garantiti al personale i  riposi compensativi previsti dal CCNL.

Si ricorda a chi legge per competenza che il Decreto legge 9/Aprile / 2008 n .81 art. comma 1 lettera b recita: “Il Datore di lavoro è Responsabile della salute mentale e sociale dei propri dipendenti e deve adeguare le proprie competenze, accrescendo le proprie conoscenze in materia, alla luce del “nuovo bene giuridico da proteggere”.

Noi ci domandiamo, ma il Datore di Lavoro sta proteggendo le sue risorse umane oppure le sta stressando. E se a luglio le unità infermieristiche sono 6 e, ancora non si sono prodotti i turni di servizio, ad agosto che gli infermieri saranno 5 come pensa il Direttore Sanitario e la Direzione Generale di assicurare il Servizio di Sala Operatoria? Tenendo presente che la popolazione aumenta visto anche l’afflusso turistico in quelle zone.

Il Nursind non vorrebbe che la soluzione si trovasse bloccando gli interventi di elezione perché questa scelta non solo limiterebbe l’attività di ricovero, ed i numeri delle attività calerebbe vertiginosamente, sarebbe non giusta per cittadini utenti, perché se chiudi gli interventi di elezioni sicuramente aumenterebbero gli interventi di urgenza.

Come Organizzazione Sindacale NurSind, ci chiediamo ma di questo Presidio Ospedaliero la politica cosa se ne vuole farne? Ma perché i Cittadini di Sessa, devono sentirsi utenti di serie “B”?  per quale motivo gli operatori sanitari del comparto devono pagare sulla loro pelle tutti i rischi medico legali che una organizzazione approssimativa pone sulle loro spalle?

Per quale oscura logica bisogna trovarsi ad affrontare una emergenza seria (un distacco di placenta, la rottura di una milza, un parto prematuro difficile), con un solo infermiere, nell’attesa che arrivi quello reperibile? Ma perché bisogna pagare in termini di vite umane per inefficienze gestionali?

Oramai siamo consapevoli di trovarci di fronte una classe Dirigente Apicale che non riesce a trovare soluzioni, ma che non accetta nessun confronto, evidentemente si sente sicura che nulla osta la sua azione. Noi chiediamo solo che ai cittadini sia garantita secondo la norma, una adeguata assistenza e che la Struttura eroghi salute.

Se la carenza di personale è un Emergenza Nazionale, la stessa non può essere una scusante, la salute della Cittadinanza va garantita e non vorremmo che dietro tutto questo si celasse altro, perché quando si è ritenuto di adoperarsi al meglio, gli strumenti si sono trovati.

Noi non siamo affascinati da logiche che non rispettino le normative vigenti, il nostro interagire con

l’Illustrissimo Signor Prefetto nasce dalla speranza che il suo intervento possa  stimolare  chi  ha la responsabilità di ricercare le opportune soluzioni affinché si garantisca il diritto alla salute”.