HANNAH, LA STERMINATRICE DI INDIANI

rubrica a cura di Silvana Narducci   – 

Statua di Hannah Webster Dustin nella sua città natale di Haverhill, nel Massachusetts

Chi dice che le donne del ‘600 fossero necessariamente delle damine aggraziate ed indifese? Certo le donne pioniere già sfuggivano a questo stereotipo, ma credo che poche fossero come la dolce Hannah, madre di la sterminatrice di indiani.

Siamo alla fine del 1600, in piena epoca coloniale. Lo scontro tra le popolazioni autoctone del nuovo continente e gli inglesi che sarebbero diventati i futuri americani era cruento e drammatico. Uno dei più sanguinosi massacri compiuti dagli nativi fu quello di Haverhill, un villaggio inglese del Massachussets. Il 15 marzo 1697 gli Abenaki, alleati dei Francesi, assalirono il villaggio di sorpresa e vi uccisero 40 abitanti, mutilandoli e scotennandoli orrendamente.

Dustin House – La storica dimora di Hannah Webster Dustin costruita intorno al 1700

La piccola Martha aveva solo sei giorni al momento dell’attacco, quando fu presa prigioniera con la madre Hanna Webster Dustin e l’amica 51enne Mary Neff, e condotte al nord per essere affidate ad un piccolo gruppo di indiani che le avrebbero condotte su un’isola del fiume Contoocook, nel New Hampshire.

Mentre gli indiani marciavano con i loro prigionieri, Mary Neff portava in braccio la piccola Martha. Non riuscendo a stare al passo con il resto del gruppo, uno degli indiani strappò la piccola Martha dalle braccia della donna e la uccise schiacciandole la testa contro un albero… sotto gli occhi di sua madre pietrificata dall’orrore.

Gli indiani, che in quel periodo storico subivano quello che si rivelerà un autentico genocidio, non erano molto inclini alla benevolenza. Molti furono i maltrattamenti e la fatica che le donne dovettero subire durante le lunghe sei settimane di viaggio a piedi: frustate e percosse di ogni tipo erano inferte agli ostaggi senza pietà.

Hannah e Mary, stremate nel fisico ma non nello spirito, escogitarono un piano di fuga. Assicuratesi l’appoggio di Samuel Leonardson, un quattordicenne catturato in un raid a Worcester, Massachusetts circa 18 mesi prima, la notte del 30 marzo attesero che i 12 componenti della banda, costituita da soli 2 guerrieri, 3 squaw e 7 bambini, si fossero addormentati profondamente accanto al fuoco. Quindi, armate di tomahawk, bastoni e coltelli, si avventarono sugli Abenaki, colpendo spietatamente prima i due guerrieri adulti, poi le donne e infine anche i bambini. Poi la Dustin ordinò di scotennare i cadaveri, e portò le capigliature con sé in un sacco per tutto il viaggio di ritorno alla colonia.Terminata la macabra operazione, le due donne inglesi ed il loro giovane amico si imbarcarono su una canoa verso la salvezza.
In poche settimane la fama di Hannah si diffuse in tutto il New England, diventando il simbolo delle coraggiose donne della Frontiera e fu chiamata Hannah la sterminatrice di Indiani. Un anno dopo la donna, all’età di 39 anni e già madre di 12 figli, dei quali 8 viventi, portò felicemente a termine una nuova gravidanza. Successivamente il Tribunale del Massachusetts diede ai tre sopravvissuti una ricompensa per aver ucciso i loro rapitori; Hannah Dustin ricevette 50 sterline e Neff e Lennardson ne ricevettero ciascuno altri 25 sterline. I Dustins usarono il denaro per acquistare terreni aggiuntivi intorno alla fattoria.

Il marito di Hannah, morì il 17 novembre 1732 e lei andò a vivere con il figlio, Jonathan, a sud-ovest della fattoria originaria di Thomas Dustin.

Morì quattro anni dopo, il 6 marzo 1736, a 79 anni, e fu sepolta a Haverhill, nel Massachusetts.

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