RAPPORTO SVIMEZ, 2019 TRAGICO PER IL SUD. PATRICIELLO: “SE MUORE IL SUD MUORE L’ITALIA”

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L’on. Aldo PATRICIELLO

BRUXELLES – 2 AGOSTO 2019 –È ora che il Parlamento metta al centro dell’agenda politica il Mezzogiorno. Siamo oramai all’emergenza nazionale: se muore il Sud muore l’Italia”. Commenta così Aldo Patriciello, europarlamentare e membro del Gruppo Ppe al Parlamento europeo, le anticipazioni del rapporto Svimez sull’economia e la società del Mezzogiorno 2019. Un rapporto a tinte fosche per il Meridione, in netta recessione nel 2019 e in cui è drammatica l’emigrazione, soprattutto quella giovanile.

“Un territorio che perde i suoi giovani perde il futuro, inutile girarci intorno. Oltre due milioni di cittadini emigrati in poco più di dieci anni – spiega Patriciello – non sono più un semplice dato numerico, ma un vero e proprio dramma. Serve un’azione decisa da parte del Governo: quello del Mezzogiorno è un caso unico, è il divario economico più grande, interno a uno stesso Stato, che esista in tutto il mondo sviluppato. Altro che regionalismo differenziato e più autonomia per il nord: fino a quando si continuerà a non affrontare seriamente il nodo della enorme sperequazione presente nella nostra penisola – afferma l’eurodeputato molisano – sarà difficile ritornare ai livelli di ricchezza pre-crisi e arrestare, di conseguenza, l’emigrazione dei nostri giovani. Il sud ha urgente bisogno di investimenti pubblici, non a pioggia, ma mirati per ridurre il gap di competitività con il resto del Paese, a cominciare dalle infrastrutture. Mentre il Governo litiga da mesi sul Tav Torino-Lione, l’alta velocità si ferma a Salerno, escludendo gran parte del Sud. Inaccettabile, in un Paese che rappresenta la seconda potenza manifatturiera d’Europa. Non possiamo trasportare le merci sui treni se i tempi di percorrenza sono più lunghi rispetto agli anni ´80; non possiamo attrarre turisti in assenza di aeroporti e strade; non serve investire nei porti se le merci una volta arrivate non hanno infrastrutture intermodali di collegamento. È necessario comprendere a pieno lo stato di estrema difficoltà economica e sociale che sta attraversando il Sud del Paese. Non si può contare solo sul sostegno finanziario di Bruxelles: c’è bisogno di maggiore equità e di un impegno concreto da parte di tutti. Frenare la spaventosa crisi di un pezzo d’Italia – conclude Patriciello – è una responsabilità che ricade sull’intera classe dirigente del Paese, non solo su quella meridionale”.

1 commento

  1. Caro Aldo, se muore il Sud,non è il Sud,inteso come patrimonio ambientale,paesaggistico,storico e culturale,ma gli abitanti del Sud!Ed è a questo patrimonio e alla sua gestione senza intralci, a cui mira l’egiismo e l’opulenza del Nord in cerca di nuove praterie da saccheggiare!Dopo l’esca dell’unita’d’Italia che saccheggio il Sud delle sue ricchezze economiche con lo scippo della cultura futurista ,patrimonio del Regno delle due Sicilia!Per consolidare la loro prepotenza sul Sud e per dare sbocco alla loro espansione economica, hanno bisogno di annichilire il Sud! E voi parlamentare del Sud avete enormi responsabilità’ in merito!!!!Esattamente come è successo negli ultimi campionati di calcio, laddove non è stata la Juve a vincere gli scudetti,bensì il Napoli a perderli!!Assumetevi e assumiamoci le nostre responsabilità sugli accadimenti avvenuti, per non ripeterli…….

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