CARTE DA GIOCO E LEGGENDE: IL RE DI CUORI…UN RE SUICIDA

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rubrica a cura di Silvana Narducci

Le carte da gioco spesso bellissime, le più antiche sono piccole opera d’arte, misteriose ed accattivanti. Ma sapevate che raccontano anche affascinanti leggende? E che una delle carte da gioco francesi…quelle da poker per intenderci, si chiamasse “Il Re Sucida”?

Andiamo per ordine. Nella tradizione anglosassone e francese ognuno dei quattro semi delle carte da poker ha il Re associato ad un sovrano realmente esistito: il re di quadri è dedicata a Giulio Cesare, il re di fiori ad Alessandro Magno, re di picche al re Davide d’Israele e quello di cuori a Carlo Magno. Quest’ultima carta, il Re di Cuori, è la più seducente e misteriosa del mazzo. Intorno ad essa nei secoli si è sviluppata una leggenda.

Carta da gioco antica raffigurante il Re di Cuori che brandisce un’ascia

Cominciamo col dire che inizialmente le carte da gioco erano incise su legno. Per poterne avviare una produzione di massa furono poi stampate su carta e con il passare del tempo le nuove figure presentavano qualche differenza rispetto ai modelli originali. Ad esempio il re di cuori perde i baffi in gran parte delle raffigurazioni (unico rispetto agli altri re), e perde anche l’ascia che diventa una spada. Ma anche qui c’è qualche anomalia: mentre i Re degli altri semi hanno l’arma ben visibile, il re di cuori ha la spada semi nascosta dietro la testa…una posizione che può essere anche interpretata come nell’atto di piantarla nella tempia sinistra…da qui la denominazione di “Re Su\icida” e la leggenda.

LA LEGGENDA…

Si raccontava che negli anni successivi alle grandi vittorie e conquiste, Carlo Magno abbia dato qualche segno di squilibrio mentale. Nell’anno 806 il sovrano emanò la Divisio Regnorum, stabilendo di fatto la spartizione dei suoi possedimenti tra i tre figli, Carlo, Pipino e Ludovico. Due dei figli del grande sovrano morirono prematuramente, prima Carlo e poi Pipino. Fu quindi nominato Ludovico imperatore ed il grande condottiero trascorse gli ultimi anni della sua vita chiuso nelle sue stanze. La leggenda a questo punto si arricchisce di dettagli: secondo i racconti popolari il sovrano, ormai a riposo, pare amasse giocare a carte e che tra tutte preferisse prorpio il Re di Cuori. Ogni volta che rivedeva in quella carta i suoi occhi stanchi gli ricordavano il grande condottiero del passato che era stato, ed il fragile vecchio che era divenuto e in un impeto di follia, estrasse la sua spada, Altachiara, e si trapassò la tempia sinistra, attraversando il cranio da parte a parte.

IN REALTA’…

…Carlo Magno morì anziano nel suo letto. Il re di cuori è davvero detto “Il suicida la figura ambigua, ma probabilmente l’immagine che inizialmente riportava un’ascia mentre veniva deposta dietro la testa o brandita al di sopra di essa, con le successive rielaborazioni grafiche la spada, che sostituì l’ascia, mantenne la medesima posa creando “l’equivoco visivo” e trasformandosi in una macabra immagine di suicidio, sciogliendo le briglie alla fantasia popolare.

Scommetto che tutti noi, amanti delle carte da gioco, non guarderemo più il Re di Cuori allo stesso modo…