GIALLO DI ARCE: INIZIA IL PROCESSO PER L’OMICIDIO SERENA MOLLICONE

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FISSATA PER IL 13 NOVEMBRE L’UDIENZA PRELIMINARE PRESSO IL TRIBUNALE DI CASSINO

    –   di Ferdinando Terlizzi  –  

Il 13 novembre si svolgerà l’udienza preliminare.  Il Pool di difesa di Marco Mottola, del m.llo Franco Mottola e della sig.ra Annamaria (avv. Francesco Germani, prof.  Carmelo Lavorino ed altri…) ha appreso la notizia e si sta preparando in tal senso. “Prima dell’udienza – a quanto ha dichiarato il prof. Lavorino –  il Pool incontrerà diverse volte i giornalisti in apposite conferenze stampa per illustrare agli stessi la vera verità dei fatti, lo stato delle indagini, le proprie considerazioni, osservazioni e posizioni, le proprie analisi criminologiche e forensi. Saranno messe le carte in tavola e si ribadisce che la realtà è nelle carte processuali: occorre solo sapere leggerla senza aberrazioni di innamoramento del sospetto, della tesi e del l’intuizione primaria. Ed anche il nome dell’assassino è deducibile dalle carte, però, occorre d’essere freddi, obiettivi, creativi, logici e scientifici. Di fatto gli inquirenti hanno attuato il modello logico investigativo forense che anni fa attuarono contro il carrozziere Carmine Belli, risultato innocente dopo 19 mesi di ingiusta carcerazione”.

Quindi l’udienza preliminare per 5 persone per l’omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce uccisa nel 2001 nella caserma dei carabinieri del piccolo centro in provincia di Frosinone.

Secondo quanto riferisce ancora il criminologo Carmelo Lavorino, dovranno comparire dinanzi al magistrato del tribunale di Cassino, nell’udienza fissata a novembre, l’ex comandante della caserma dei Carabinieri di Arce, Franco Mottola, del figlio Marco, della moglie Anna (tutti di Teano). Con loro a giudizio anche l’ex vice comandante Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano. Per i tre membri della famiglia Mottola l’accusa è di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. I due sottufficiali invece dovranno rispondere a vario titolo di favoreggiamento e concorso morale in omicidio.

“Non posso che ringraziare ulteriormente la magistratura cassinate, il procuratore capo d’Emmanuele, i sostituti Siravo e Mattei, il presidente del tribunale Capurso ed il gip Scalera per la rapidità con cui hanno trattato questa parte finale delle indagini. Diciotto anni di attesa vana e finalmente uno spiraglio. Quest’anno festeggerò il compleanno di Serena senza lacrime e senza quel senso di impotenza che per troppo tempo ha attanagliato il mio cuore”, ha dichiarato il padre della ragazza uccisa 18 anni fa”.