L’INDIGESTO CHEF RUBIO

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Non sopporto gli chef, riesco a sopportare solo quelli che stanno nei ristoranti. Da anni sono tutti in televisione e sui social, sono i nuovi guru, anzi dei veri e propri paraguru, fanno di tutto tranne che stare in cucina. Un esempio su tutti è Chef Rubio. A prima vista sembra un pregiudicato ai domiciliari in libera uscita, a sentirlo parlare anche peggio, gli piace cucinare e propinarci cibo che non mangerebbe nemmeno il mio gatto, o per i camionisti (con tutto il rispetto per i camionisti, poverini), il suo motto è Unti e Bisunti, che già rende l’idea, io comunque nella mia cucina non lo farei mai entrare.
Chissà come hanno fatto i poveri migranti a salvarsi quando è andato a cucinare per loro a Lampedusa, ovviamente è andato lì per mettersi in mostra come tutti, apparire amico dei migranti, un po’ come Roberto Saviano che va sulla Open Arms per pubblicizzare il suo libro, così Chef Rubio va a vendere se stesso e la sua supposta umanità. Ad un certo punto ho addirittura ipotizzato che sia stato ingaggiato da Salvini per sterminarli tutti, i migranti, anche perché chef Rubio dice di odiare Salvini, di volerlo morto a tutti i costi, letteralmente morto, mi sembra un po’ eccessivo per non essersi messi d’accordo. Immaginate un migrante che appena sbarcato in Italia affamato e si trova Rubio che gli cucina uno dei suoi piatti unti e bisunti, subito penserà che era meglio morire di fame in Africa. Salvini avrebbe dovuto lasciarlo a Lampedusa con contratto indeterminato per ridurre a zero l’immigrazione. Lo Chef è un dichiarato ambientalista, al punto da scrivere sui suoi social «ELIMINA LA CARNE, SALVA LA FORESTA!», mentre il suo piatto preferito è una zuppa polacca a base di trippa e carne. Il post è stato poi cancellato perché continuava così: «Se volete salvare il pianeta spendete meno, consumate meno e eliminate fisicamente i sovranisti»
Ogni giorno scrive una cazzata, ogni giorno una stronzata da postare, per far parlare di sé, per mostrarsi buono e filantropico, infatti parla di tutto tranne che di cibo, e le rare volte che parla di cibo mi fa passare la fame. La sua ultima cazzata è dell’altro giorno, sui poliziotti uccisi a Trieste così ha dichiarato; “Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente. Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente. Io non mi sento sicuro in mano vostra”.

Comunque nel suo nuovo programma va a cucinare in Cambogia, in Vietnam, in Thailandia e in Cina, ecco, mi sembrano posti proprio per lui, (se non lo schifano pure loro), peccato che poi torna, e si chiama “Alla ricerca del gusto perduto”, per «sdoganare piatti come la zuppa di sangue di maiale, grilli fritti e girini crudi». Se li mangi lui.
È l’esempio eclatante del dramma dei social e della popolarità, che hanno dato voce a tanti scemi illudendoli di averne una. Io ho solo l’impressione che Chef Rubio digerisca di tutto, il difficile è digerire lui e il suo cervello.

Peppe Rock Suppa