“L’ISOLA DELL’INGIUSTIZIA – ALCATRAZ”: UN ALTRO PUNTO DI VISTA

0

Dopo aver analizzato “Fuga da Alcatraz” di Don Siegel, proviamo a fornire una nuova prospettiva su Alcatraz affrontando la pellicola “L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz”, diretta da Mark Rocco, in cui Kevin Bacon interpreta Henri Young, un detenuto accusato di omicidio. L’opera narra in maniera romanzata fatti realmente accaduti intorno al 1940. L’importanza di questo film risiede nel fatto che non solo intende denunciare il sistema carcerario, ma mira molto più in alto esaminando come la detenzione imbruttisca l’anima piuttosto di riabilitarla. La pellicola, dunque, senza peli sulla lingua, segue una strada “pericolosa”, “scabrosa”, addentrandosi in tematiche complesse: si parla di rispetto della dignità umana in uno dei luoghi in cui si sono consumate le più feroci e spietate violenze. Kevin Bacon regala agli spettatori un’interpretazione intensa, disperata, indimenticabile.

“L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz” affronta poi il concetto di libertà nella sua accezione più pura, per poi concentrarsi sull’idea di giustizia e su tutte le forme di prevaricazione e vessazione che ci si ritrova a subire. Quella di Henri Young è, in realtà, una storia di redenzione e soprattutto di vittoria: sebbene non ne sia uscito vivo, la sua esperienza ad Alcatraz gli ha permesso di condannare gli abusi e le angherie patite. Il suo avvocato -emblema di onestà, lealtà e perseveranza- è un altro esempio di coraggio: nonostante la giovane età, le sue arringhe hanno consentito ad Henri di riacquisire dignità e alla giuria di ricredersi e individuare i veri colpevoli, quelli che hanno rinchiuso Young in isolamento per tre anni, con la concessione di una mezz’ora d’aria all’anno. Il materiale narrativo offerto da questo film è, quindi, di particolare interesse perché fornisce un’altra visione di Alcatraz, diversa da quella di “Fuga da Alcatraz” che, come abbiamo detto, è la pietra miliare del genere prison movies; il pubblico può comprendere realmente come anche la mente più lucida sottoposta ad uno stile di vita disumano possa perdere di vista la realtà e commettere azioni sconsiderate, persino violente.

Si pone inizialmente l’attenzione sull’impatto psicologico che il carcere ha sul detenuto, per poi affermare come sia catartica la rivalsa e quanto ripaghi delle ingiustizie e degli orrori ricevuti.

“L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz” non cade nei classici stereotipi già visti e, proprio per questo, tra i vari esperimenti di prison movie, merita di essere analizzato. È un film intenso, commovente ma mai forzato, che può suggerire molti spunti di riflessione sul sistema giudiziario e carcerario (che appare marcio e pieno di uomini collusi); e sull’importanza di punire (e quindi rieducare) ma al tempo stesso tutelare la libertà e il rispetto dell’essere umano.

Mariantonietta Losanno