“INTERVISTA COL VAMPIRO”: IL CULT DA (RI)VEDERE AD HALLOWEEN

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Una bella lista di film horror per una maratona da paura: quale migliore idea per celebrare il giorno di Halloween? “It”, “Dracula di Bram Stoker”, “Rosemary’s Baby”, “Nightmare”, “Silent Hill”, “La notte dei morti viventi”, solo per citarne alcuni. Tra i grandi classici del genere c’è anche la pellicola di Neil Jordan, tratta dall’omonimo romanzo di Anna Rice, “Intervista col vampiro”.

San Francisco. In una stanza di albergo Louis (Brad Pitt), un vampiro originario di New Orleans decide di raccontare la sua sofferenza ad un giovane giornalista che, spinto dalla curiosità, accetta di registrare ciò che ha da dire. La storia ha inizio quando Louis, ancora mortale, era un giovane proprietario terriero, caduto in depressione in seguito alla tragica scomparsa della moglie e del figlio. Sarà Lestat (Tom Cruise) a renderlo immortale e ad iniziarlo alle gioie dell’eternità. I due vampiri sono però agli antipodi: Louis continua a conservare una sensibilità umana che gli impedisce di assecondare la sua natura e di compiere le azioni riprovevoli di Lestat, sadico predatore. Il rapporto tra i due raggiunge il limite quando Lestat uccide brutalmente una prostituta e Louis, stanco di assistere a così tanta violenza, decide di fuggire.

“Intervista col vampiro” è una vera e propria fiaba oscura. È un’opera affascinante, soprattutto per la perfetta ricostruzione dell’epoca attraverso i costumi e la scenografia. A differenza di altre pellicole vampiresche, quella di Neil Jordan è capace di rivalutare la tradizionale figura del vampiro, dandone un’accezione diversa. Lo spettatore è catturato dalla storia di Louis, che lotta per restare aggrappato alla propria umanità, per non diventare un mostro. Cerca ancora l’amore, per lui è contro natura assecondare il desiderio di sete. Louis combatte con Lestat in una sorta di guerra tra Bene e Male: in questo modo il film, così come il romanzo, consente innumerevoli rimandi alla condizione dell’uomo, affascinata e spaventata dalla Vita quanto dalla Morte.“Intervista col vampiro” è molto di più di un vampire movie: la pellicola è piena di citazioni, allegorie, metafore. La rappresentazione di Louis consente di dare una nuova immagine della figura del vampiro che, dannandosi per i tanti rimorsi, mantiene la sua anima pura anche da immortale. L’opera di Neil Jordan ha una grande potenza narrativa, e il giorno di Halloween può essere un’occasione per (ri)scoprirne il fascino.

Mariantonietta Losanno