AGRONOMIA? NON È MATERIA PER BIONDI…LASCI PERDERE…

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–  di Nicolò Antonio Cuscunà  –

Determina del settore LL.PP.Comune di Caserta a firma dell’ing. Francesco Biondi. Oggetto: avviso esplorativo per l’affidamento per anni 2 (due) di oliveto e agrumeto di proprietà comunale. Non si tratta di volere a tutti i costi cercare e trovare il pelo nell’uovo all’operato della giunta di Carlo Marino, oppure fare pelo e contropelo all’amministrazione della giunta targata Partito Democratico+ indefiniti. Purtroppo capita che, nell’espletare i dovuti controlli agli atti pubblici e fornire corretta, utile, doverosa informazione, ci scontriamo con azioni poste in essere da dilettanti allo sbaraglio. La determinazione di cui trattasi n.1763 del 07.11.2019 consiste in un avviso pubblico, rivolto ad interessati, almeno 5 (cinque) ditte aventi titoli e requisiti, per l’affidamento in conduzione per soli anni 2 (due), ripristino dei luoghi, potatura, concimazione del terreno e trattamenti colturali del caso di un non ben precisato numero di piante d’olivo, e un agrumeto in coltura con aranci e limoni, situato nei pressi del Belvedere di San Leucio. Tutte le richieste presenti nella ” manifestazione d’interesse pubblico” devono essere svolte dall’aggiudicatario, a titolo gratuito, e lo stesso dovrà dare all’amministrazione comunale proprietaria …”una percentuale di frutti, derivati dalla raccolta, ad onlus o associazioni che verranno scelte dall’amministrazione comunale, secondo le percentuali offerte in sede di gara…”. Ci permettiamo osservare: ” …niente più, chiedete così poco….?” Ci spiace per il firmatario del provvedimento ingegnere Francesco Biondi, sicuramente valente tecnico tuttofare, poliedrico, instancabile lavoratore…ma, ci consenta  di “AGRONOMIA NON CAPISCE UNA BENEAMATA MAZZA”. Dal documento si apprende: ” l’appezzamento di terreno è ubicato presso il Complesso Monumentale di San Leucio; i tecnici comunali, da attento sopralluogo, hanno evidenziato un quadro complessivo di “pessime condizioni vegetative del cultivar”, non accertano con precisione il numero di alberi di specie olivo, aranci e limoni, attestano che il piantumato non presenta tracce di recenti coltivazioni e altre cure. Cosa aggiungere all’analisi descrittive del documento, nulla in più se non la constatazione dell’agire da incompetenti, e spieghiamo il perché. Il ciclo colturale varia a seconda del cultivar; l’oliveto, dalla piantumazione alla raccolta, dopo attenta, sapiente  e costosa conduzione, abbisogna di non meno di 6, 7 ) anni per dare i primi frutti. Nel caso in cui gli alberi d’ulivo sono già adulti, in produzione, ma abbisognano di potatura, concimazione e trattamenti antiparassitari, gli anni per ottenere raccolto diminuiscono di 12 mesi passano 5, 6.  Uguali problematiche riscontrano gli agrumeti. Nell’uno e nell’altro caso, le coltivazioni necessitano di cure oculate e continue. Queste cure comprendono anche l’assistenza idrica nelle stagioni calde; se desiderate coltivazione Bio-certificato, i costi aumentano considerevolmente. Orbene, ci chiediamo come sarà possibile trovare la disponibilità di idonea ditta in grado di investire non poche risorse economiche per avviare all’impossibile coltura, in soli 2 anni, la proprietà Comunale. Crediamo: “l’avviso pubblico andrà deserto, in caso contrario si tratterà di offerta di incompetenti, oppure di un’assegnazione cosiddetta “appuzzuttata”, cioè, fasulla, ad amici, oppure ad amici degli amici. Consigliamo l’amministrazione del sindaco Carlo Marino di rivolgersi ad un agronomo di esperienza, e rifare l’avviso esplorativo, in modo giusto e recuperare a coltura produttiva l’uliveto e l’agrumeto del Real Sito di San Leucio…. Vogliamo sperare accettino questo pubblico e disinteressato consiglio…anche per dimostrare di sapere ascoltare, riconoscere i propri errori, non perseverando negli stessi per amore della Res Publica.