OSPEDALE, QUANDO LA PRIVACY È UNA OPINIONE…

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(f.n.) – Aorn…dove osa la discrezione…Immaginare l’aria di sussiego che qualche amministrativo “stanziale” della palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco, inalbera, l’occhio semichiuso e l’atteggiamento da solenne circostanza, per ricordare agli incauti l’inviolabile diritto alla privacy e l’importanza della discrezione, provoca una sonora quanto scomposta risata…una risata di quelle che si ripercuotono attraverso la fuga dei saloni di un castello horror…Infatti… ci chiediamo, a distanza di un anno, su quali basi inossidabili della privacy, fondasse Eduardo Chianese direttore della UOC Affari Generali, il netto rifiuto alla nostra richiesta ufficiale, di accesso agli atti relativi ad un certo procedimento disciplinare,  peraltro finito in gloria, visto che qualche giorno fa, esattamente venerdì 26 giugno u.s., è stata pubblicata una delibera, la 13, in cui si riportava, senza tanti complimenti ed alcun rispetto per la privacy oltre ad una totale indifferenza, nei confronti della discrezione,  il verbale relativo al procedimento disciplinare a carico del dottor Eugenio Martelli, primario della Chirurgia Vascolare, (ricordiamo che il reparto è stato palcoscenico di rappresentazioni da parte della direzione generale targata Ferrante, di bassissimo livello). Ebbene, dal lungo verbale della commissione disciplinare, all’interno della delibera 13, si evinceva che il dottor Martelli era stato oggetto di procedimento disciplinare, perché avrebbe chiamato un altro chirurgo per operare una paziente, quel Gennaro Vigliotti che, a suo tempo, era stato quasi costretto dalla Ferrante & Co. con l’inganno, a venire a Caserta pur di far fuori Federico Nardi, già primario della Vascolare. È un piacere ricordare a questo proposito che, come del resto riferito in una intervista dallo stesso Vigliotti, qualcuno gli aveva promesso che avrebbe diretto anche la Cardiochirurgia…Preso atto dell’inganno ovviamente aveva fatto dietro front. Ma continuiamo con la privacy gettata alle ortiche…Nel verbale della delibera 13 del 26 u.s. si leggeva che sia Martelli che Vigliotti, si erano dichiarati certi dell’autorizzazione della direzione sanitaria ma, a quanto pare, la Siciliano, santa Tetta del “Te Lo Faccio Per Dispetto” sosteneva il contrario…Il “processo” era andato avanti per mesi e mesi, riflettendo nella sua lungaggine, la maniera tipica della Siciliano di essere stizzosa ed assai poco competente. Oggi d’incanto e sicuramente con giusta ragione, appena la Siciliano ha girato l’angolo, si è chiusa la pratica, dal momento che, entrambi, Martelli e Vigliotti, sarebbero stati ritenuti in buona fede dalla commissione… Al di là delle bizze della ex direttrice e dei loro deleteri effetti, alla luce di una privacy intesa come una luce intermittente… rimane sul vetrino il dilemma che ci riguarda: il Chianese aveva il diritto di negare l’accesso agli atti relativi ad un procedimento disciplinare, di cui nessuno ha saputo più nulla e sul quale si addensano ancora molti dubbi? Per quale motivo dunque, sono stati pubblicati i verbali relativi al procedimento disciplinare di cui è stato oggetto un primario e per quale motivo, qualche ora dopo sono stati secretati? E’ così che funziona adesso?  Se funziona così …facciamo una bella cosa per rimettere la giustizia al centro…pubblichiamo per un paio d’ore, gli atti relativi al procedimento disciplinare a carico di quella sindacalista che aveva strapazzato una infermiera, che faceva il suo dovere e poi li ri-secretiamo…ok?, perché saremmo curiosi di sapere che fine ha fatto la giustizia giusta e soprattutto come abbia fatto a recuperare la faccia chi se l’era giocata ai dadi… Hasta la vista companeros de merienda!

1 commento

  1. Lo chieda di nuovo a gubitosa l’accesso agli arrivi e vediamo se chianese si rifiuta di nuovo. Scriva a l”anticorruzione e vediamo u vo

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