OSPEDALE, IL MEMORIALE DELLA DOMENICA 130

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(f.n.) – Quando si canta vittoria, è opportuno mantenere il volume dell’audio a livelli contenuti, non si sa mai…potrebbe capitare che si sia costretti a rimangiarsi le parole di troppo e a chiudere in fretta e furia, la ruota del pavone, incorrendo fatalmente nella solita figurella che, nel caso di specie, cui dedichiamo il Memoriale, riguarda qualche sindacato ed anche qualche politico, per non parlare delle “sciuliate” rituali, in cui continua ad incappare la direzione strategica dell’Aorn, che con la pubblicazione dell’incredibile delibera 1 del 7 gennaio 2021, avente per oggetto la rettifica parziale della delibera commissariale 385 del 10 aprile 2020, ha aperto “degnamente” le danze del 2021.  Ricordiamo perfettamente le esplosioni di giubilo ed i saggi dialettici, infarciti di autocompiacimento, con cui il sindacato Cisl, ha salutato la sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso presentato in precedenza, di un numero notevole di lavoratori interinali, con ordinanza 7128 dell’11 dicembre 2020, disponeva che l’Aorn procedesse alla nomina di un commissario ad acta, a garanzia della pubblicazione di un concorso, con la riserva del 50 per cento, per i precari in utilizzo all’Aorn stessa e fino a quel momento, esclusi dalle procedure di stabilizzazione. La sentenza del Consiglio di Stato, si tradusse nell’arco di due secondi, nell’esito vittorioso di una battaglia lacerante e sofferta, che la Cisl eroicamente, aveva intrapreso, petto villoso in fuori, esposto ad ogni percossa della sorte avversa…dividendo generosamente il testimone con il politico di turno che, seduta stante, lo indossava a mò di corona d’alloro, assumendo la paternità politica della vittoria. Ebbene…voi della casa… resettate il tutto, sceneggiate politico-sindacali comprese, perché il Dg Gubitosa, pare si sia ricordato di qualche imperfezione o qualche disattenzione o qualche altra superficialità, relativa al periodo in cui l’Azienda era commissariata. La delibera 385, che il Dg si appresta a rettificare parzialmente, era relativa all’indagine conoscitiva riservata ai soggetti interni, onde appurare la loro anzianità di servizio che, alla data del 31 dicembre 2019, doveva risultare, almeno di tre anni, per consentire l’accesso ad eventuali procedure di stabilizzazione. I risultati di quella indagine, evidentemente non sono attendibili, dal momento che, dopo avere preso atto della sentenza del CdS, (delibera 470/2020), la Uoc Gru ha posto in essere un’altra verifica, dalla quale si evidenzia che n.53 tra appellanti ed interventori ad adiuvandum, risultano aver maturato, alla data 31 dicembre 2019, almeno 3 anni di contratto di somministrazione, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni e n.34 tra appellanti ed interventori ad adiuvandum, non risultano in possesso dell’anzianità  prevista dalla normativa. La domanda sorge spontanea…ma per quale motivo il Dg Gubitosa, prima prende atto della sentenza del CdS e poi si “sceta dal suonno”?, per quale motivo non ha ritenuto di verificare nei tempi giusti, ciò che oggi si appresta a rettificare? Ma… ben più dell’approssimazione amministrativa e gestionale, di cui Gubitosa oggi fornisce l’ennesimo saggio…ciò che provoca amarezza ed una serie di riflessioni, poco edificanti, è la posizione pregressa della Cisl, che conferma quanto abbiamo sempre ipotizzato. Molte volte, attirandoci insulti rigorosamente anonimi e accuse immeritate, ci siamo soffermati sulla necessità che i lavoratori somministrati, delle cui difficoltà e disagi eravamo e siamo perfettamente al corrente, non si lasciassero irretire da facili illusioni. Quante volte abbiamo cercato di andare oltre le lusinghe, segnalando quanta strumentalizzazione vi fosse, nella presunta difesa dei diritti dei lavoratori, che non fosse in realtà, soltanto la tutela delle proprie rendite di posizione? Ebbene, oggi vorremmo che il sindacato, che si è piazzato in testa la corona della gloria, negasse di essere stato al corrente (a suo tempo) dell’assenza dei requisiti di quei 34 lavoratori, che risultano non avere l’anzianità di servizio utile, per rientrare nel novero di coloro, che potranno beneficiare della sentenza del CdS…In tal caso ci chiederemmo su quale pianeta soggiornasse la Cisl, mentre il personale assunto da un’Agenzia con una tipologia di contratto, transitava e veniva nel tempo assorbito da un’altra Agenzia, frequentava un corso e diventava OSS, iniziando un altro percorso?, su quale isola del Pacifico prendeva la tintarella la Cisl, quando si scrivevano le regole?, e come faceva a non sapere che l’anzianità di servizio richiesta al 31 dicembre 2019, prevedeva che ad esempio un OSS, avesse avuto un contratto di somministrazione  e quindi lavorato all’Aorn, come tale, almeno per tre anni e che non si sarebbe tenuto conto del periodo lavorativo, impiegato dallo stesso in differenti mansioni?   Noi non crediamo che la Cisl possa sostenere di non sapere… così come non possono sostenerlo altri sindacati, che hanno costruito la loro fortuna e fatto campagna acquisti, sui ricorsi a colpi di 100 euro, per ottenere il privilegio di farsi scrivere una lettera…Inoltre,  saremmo curiosi di conoscere i criteri di valutazione, che adotta un consigliere regionale, quando decide di sposare una causa e se la pletora di collaboratori, di cui in genere sono dotati i consiglieri, si preoccupi o meno di avviare un minimo di ricerca, non foss’altro per risparmiare al politico in questione, peraltro assai permaloso,  un altro patentino di “tuttologia applicata” , oppure le cause si sposano e basta e se qualcosa va storto, sono sempre gli altri ad averne la responsabilità? Comunque sia, il pressapochismo, la malafede, la superficialità, la presunzione e la strumentalizzazione, oggi presentano un conto salatissimo ed ancora una volta a pagarlo saranno quei lavoratori, i cui diritti, qualcuno, spudoratamente, continua a sostenere di voler difendere. E adesso restiamo in attesa della prossima mossa…secndo voi?…ma ovviamente un altro ricorso!….Hasta el Domingo!

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