PUC, INTERVISTA AL DR. ANTONIO DE CRESCENZO

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  Nicolò Cuscunà scaled 1 PUC, INTERVISTA AL DR. ANTONIO DE CRESCENZO 

–   di Nicolò Antonio Cuscunà   –                                                    

Venti anni fa, l’amministrazione comunale avviò le varie fasi d’informazione per il piano urbanistico Comunale PUC.  Pianificazione partecipata per coinvolgere l’intera collettività e non solo gli addetti ai lavori, iter d’ascolto concluso nel 2015 con contributi di TUTTI i portatori di interessi comuni, compreso le categorie economiche e professionali.  Occasioni di confronto per allargare la piattaforma partecipativa, non solo utili a fare emergere le opinioni ed i bisogni della cittadinanza, ma obiettivi perseguiti, anche in forma digitale, sul portale dell’ufficio di piano all’uopo istituito per il coordinamento di tutte le complesse azioni. Dopo 5 anni d’inutile attesa, soltanto in questi giorni riprendono il dibattito e le iniziative sui temi specifici che riguardano il PUC.  L’occasione della scadenza elettorale, per il rinnovo del consiglio comunale, ma soprattutto l’approvazione dell’importante strumento di sviluppo, senza il quale Caserta resterebbe “mummificata” e condannata ad occupare l’ultimo posto delle città capoluogo più invivibile d’Italia.

Alcuni giorni addietro, il gruppo di architetti “Pica Ciamarra Associati” incaricati della redazione del PUC, visti i ritardi accumulati dell’Ente Comune di Caserta rispetto alla pubblicizzazione del PUC, spiazzando addetti ai lavori, Comune compreso, ha illustrato lo stato dell’arte. In apposito convegno ha illustrato il lavoro svolto, la consegna effettuata al sindaco Carlo Marino (2019), i ritardi accumulati ad oggi, la filosofia del piano, la praticità dello stesso, le criticità in cui vive la città, le emergenze e l’urgenza di adottarlo (PUC) per non perdere i soldi di cui al Recovery Fund.

Antonio De Crescenzo PUC, INTERVISTA AL DR. ANTONIO DE CRESCENZO
Antonio De Crescenzo

Tutto come dettato dalla: “rivoluzione verde, digitale, giustizia, governance con responsabilità delle autorità locali”.

Ci incontriamo oggi con il dottor Antonio De Crescenzo, già consigliere comunale molto attivo nella fase di urbanistica partecipata. Fase caratterizzante sia la base conoscitiva, che l’apertura al contributo di idee tese a migliorare il progetto attraverso un confronto aperto.

Dottor De Crescenzo ci parli del tuo rapporto con Caserta.

Ho 64 anni e sono medico libero professionista, abito in centro e vivo a Caserta da sempre.

Come mai ti interessi tanto di Puc? 

Il progetto urbanistico è un progetto sociale, prima d’essere delegato, per l’attuazione ai tecnici, è uno strumento con cui si programma lo sviluppo e si danno risposte alla esigenza della intera collettività. Al di là del ruolo specifico di ex consigliere, rappresentante diretto dei cittadini-elettori, sento il dovere di partecipare contribuendo al disegno ed alla vivibilità della nostra città. È parte dell’essere rappresentante civico, dovere d’informarsi e informare per curare gli interessi della collettività TUTTA.

Cosa ritieni più importante per il nostro territorio?

Sono molti gli argomenti che rivestono grande importanza. La tutela ambientale, lo sviluppo economico, lo sviluppo umano e sociale. A questo ultimo importante aspetto darei maggior rilevo, anche alla luce di quanto affermano i progettisti definendolo: ” Piano Umanistico Territoriale contemporaneo “. È chiaro che nella presentazione di un lavoro così complesso ci sono gioco forza vari livelli di lettura. Mi ha molto colpito questa definizione, la quale ci porta fuori dall’aspetto prettamente tecnico per proiettarci nella filosofia animatrice di progettualità. Aggiungerei che   l’umanesimo presente in questa visione non può definirsi umanesimo puro e contemporaneo, ma piuttosto umanesimo integrale che dà senso alla Storia.

Secondo te cosa incide maggiormente sulla qualità della proposta del PuC? 

Partiamo da livelli mai raggiunti di scarsa qualità della vita, determinati da vari fattori, non ultima la pandemia. Come affermato dall’architetto Massimo Pica Ciamarra – urbanista, i gravi ritardi (impedimenti) sono dovuti a responsabilità non nostre. Conoscenza progettuale, audizioni, coinvolgimenti per l’attuazione concreta non dipendevano da NOI.

Aggiungo, incalza il dottor De Crescenzo, la proposta della mobilità ad idrogeno verde, da alcuni in passato ritenuta irrealizzabile, oggi si dimostra di stretta attualità. Mi farò portatore per Caserta di tale proposta, confido che la città diventi laboratorio di questa risorsa energetica a basso costo e soprattutto a basso impatto ambientale.

Come giudica il livello di mobilità pubblica?

Bassissimo. Il miglioramento previsto dal piano renderebbe Caserta molto più vivibile. La visione della “città dei 5 minuti”, non di dannazione, ma cinque minuti d’offerta di mobilità qualitativamente alta, con nodi di interscambio integrati e in rete, grazie ai quali sarà concretamente realizzato l’incremento della mobilità ciclopedonale.

La città verticale, la città orizzontale e le problematiche emergenti tra il centro e le periferie, oltre alle idee, necessitano fatti concreti?

Ho apprezzato molto il lavoro messo in campo dai progettisti. Mi gratifica la Centuriatio romana, presente sul nostro territorio come elemento di qualità storico identitaria, della stessa, mi occupai evidenziandola nel mio lavoro a suo tempo posto in essere. 

Anche la definizione di zone Bianche, sostitutive delle tanto richiamate zone F, attrezzature per il verde, come quella dichiarata per il MACRICO, nel consiglio nel 2104 su proposta dell’allora sindaco De Gaudio.  L’attuazione concreta del piano, finalmente pone fine al contorto pensiero, di questi ultimi anni, per cui non si potranno trasformare zone come queste in zone commerciali e di speculazione edilizia.

Le “aree bianche” sono un ulteriore strumento di concretezza ed attualità per la valorizzazione e inserimento nella “Riqualificazione Urbana operata per finalità Turistiche”. Deve concretarsi ed operare il Distretto Turistico, al fine di far valere per pubblica utilità le regole delle infrastrutture strategiche che tanto potrebbero aiutare ad elevare la qualità estetica e funzionale delle città.  Il distretto turistico dell’APPIA ANTICA, di cui Caserta abbisogna, non deve restare sulla carta, come condannato da Carlo Marino, dev’essere sempre più elemento concreto e trainante.

L’Ente Comune deve favorire le occasioni di confronto nella città ed allargare la piattaforma partecipativa. Carlo Marino e la sua giunta devono adoperarsi per fare emergere le opinioni ed i bisogni comuni, obiettivi perseguibili anche con questionari compilabili in forma digitale sul portale dell’ufficio di piano. La nomina di due suoi incaricati, a rattoppare il PUC, allontana la “casa comune” dalla casa reale: ” la cittadinanza “.

Quale appello Ti senti di fare al sindaco Marino e alla città.

Al primo cittadino ricordo l’appello espresso ieri alla Camera dei Deputati dal presidente del Consiglio Mario Draghi: ” …dietro questi progetti (Recovery Fund) ci sono le vite degli italiani, il destino del Paese Italia…”.  Il PUC di Caserta è il futuro dei casertani e non il presente di Carlo Marino. Ai miei concittadini ricordo il “diritto di partecipare per il bene comune” e non delegare al buio a rappresentanti non meritevoli di fiducia.  La macchina che non funziona si cambia immediatamente, non si sprecano risorse per rattopparla.

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