Ospedale San Rocco, buste paga incomplete & arroganza

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(f.n.) -Al PO San Rocco di Sessa Aurunca siamo alle solite…lo stipendio del personale continua ad essere erogato, privo delle indennità dovute…E pare non siano servite a nulla le varie proteste scritte che, da parte dei sindacati sono arrivate agli uffici amministrativi del Presidio…Sembrerebbe che la gentile signora che si occupa degli stipendi, non soltanto non riesca a dimostrare di non essere un premio nobel dell’amministrazione ma, addirittura faccia sfoggio di arroganza, la qual cosa in verità noi sappiamo, essere caratteristica comune a tutti i protetti del politico di turno. I dipendenti che osano recarsi negli uffici a chiedere spiegazioni, vengono, come si dice ad Oxford “arronzati”, dopo di che, si suggerisce loro di recarsi direttamente alla sede centrale dell’Asl. Da qualche tempo, alla signora in questione è stata affiancata una nuova impiegata , la quale pare sia molto gentile ma, purtroppo, non la fanno contare più di tanto…Per offrire lettura chiara del carattere e dell’atteggiamento della signora superprotetta, basti dire che persino il famoso Celentano, pare si sia offerto di dare una mano per sistemare le carte e fare in modo che i dipendenti, non dovessero avere motivo tutti i mesi, di lamentarsi giustamente, ma la signora ha detto “niet” ci pensa lei…Ovviamente non ci punge vaghezza di chiederci in quale atollo del Pacifico stia riposando le stanche membra la Ds….ci mancherebbe…E mentre nelle periferie dell’impero, i problemi antichi si moltiplicano, nella sede centrale si pensa in grande, dimenticandosi che stiamo parlando di sanità, di utenza in attesa di… e che i problemi si sanano dal basso, alzando i tacchi e portandosi sul territorio….ma forse i problemi delle periferie non interessano abbastanza, n’est pas? E mentre noi raccontiamo sempre le stesse cose, perché i problemi sono sempre gli stessi, covati e lasciati a proliferare per convenienza o per strafottenza, per incompetenza o semplicemente per menefreghismo, nel panorama incantato della nostra magnifica Asl, circolano alcune letterine del Dg Antonio Limone che, il fatto di non essere stati in grado di intercettare all’istante, costituisce e costituirà sempre, uno dei nostri più grandi rimpianti…Cercheremo di rimediare… anche se con imperdonabile ritardo…Ed a cosa potremmo mai fare riferimento, se non alla circolare datata 26 marzo u.s., decollata dal Palazzo delle Meraviglie di Via Unità d’Italia ed avente per oggetto: comunicazione relativa alla mobilità del personale in funzione delle nuove aperture delle Case di Comunità e Ospedali di Comunità…Sull’onda del parere di autorevoli esperti della materia e profondi conoscitori del problema, con particolare riferimento ai mali cronici della “sanità de noautri”, fin dai tempi dei roboanti annunci della imminente apertura di ben quindici case di Comunità e non ricordiamo bene quanti Ospedali di Comunità, non riuscimmo a trattenere scrosci scomposti di amarissime risate, soltanto al pensiero delle strutture sanitarie, esistenti sul territorio, praticamente in ginocchio, per mancanza di personale… e ci siamo chiesti molto seriamente, calmata l’isteria delle risate, dove avrebbero recuperato il personale da impiegare nelle Case e negli Ospedali di Comunità, ma… sapevamo anche…. che i DG che si succedevano nel tempo, alla guida del vapore, “tenevan tutt quant a’ stessa capa” e quando si trattava di sbattersi il petto sulla sinfonia del “farò, dirò e soprattutto vi stupirò”, non vi era alcuna variazione nella spocchia doc. Ma questa volta sembrava proprio che facessero sul serio ed invece di ispirarsi alla logica sana e come tale ignorata, che avrebbe voluto si sistemasse l’esistente e lo si rendesse funzionale, sotto tutti i punti di vista, eliminando le storture gestionali, le ingiustizie, i grumi di corruzione e le piccole stazioni pseudo anarchiche, (tanto per offrire un certo tono all’abbandono) che offrivano un senso alla sanità de noautri, si preferiva come sempre la regola del fumo negli occhi omogeneizzato con il miraggio, che rappresentavano la formula giusta per fare o conservare “li voti”, o no? E adesso, mentre al PO San Rocco di Sessa Aurunca, amena struttura sanitaria pubblica, a mezzadria con la politica, mancano gli OSS, mancano gli infermieri, e ciò nonostante, negli uffici amministrativi lavorano infermieri qualificati per l’assistenza, (una vecchia abitudine presente praticamente ovunque in questa oasi futurista che si chiama Asl), il Dg Antonio Limone invia una circolare in cui invita tutto il personale ad adottare uno spirito di autentica collaborazione perché, con la imminente apertura delle Case di Comunità, si renderà necessario disporre temporanei trasferimenti per garantire il regolare avvio e funzionamento delle nuove strutture… Ce la va sans dire che da queste parti, non esiste nulla di più inamovibile e fisso, di ciò che viene definito temporaneo…Detto ciò, sappiamo perfettamente e lo sa anche il personale al completo, come andranno a finire le cose…il tempo passerà, nei presidi ospedalieri e nei distretti sanitari, i salti mortali che si facevano prima del transitorio accettato con grande senso di responsabilità così come ha detto il Dg Limone che, talvolta sembra essere stato residente su Marte fino a qualche mese fa, diventeranno tripli salti mortali con atterraggio con spaccata, le lamentele aumenteranno , il disservizio di conseguenza raggiungerà livelli inconcepibili ma… noi, fortunati, potremmo sempre vantarci di avere nel nostro territorio le Case e gli Ospedali di Comunità. La domanda sorge spontanea…ma se dichiarate che il trasferimento del personale sarà transitorio, perché in breve tempo Case e Ospedali di Comunità saranno autonomi, lasciando intendere che non avrete difficoltà a procuravi il personale, per quale motivo tanta destrezza organizzativa non è stata messa in campo fino ad oggi e le strutture sanitarie ed i distretti, in quanto a personale, sono sempre con le pezze ai gomiti? Strano, non è vero?…Ma, secondo voi, non c’è qualcosa che non quadra per niente? Hasta la suerte companeros!