A MENTE FREDDA #45: PAPERDI JUVECASERTA, DI NUOVO GARA-5. ORZINUOVI STRAVINCE, CI SI GIOCA TUTTO AL PALAPICCOLO

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di Alessandro Aita

ORZINUOVI – Sarà di nuovo gara-5 a decidere il destino della Paperdi Juvecaserta. I bianconeri non replicano il colpaccio di tre giorni fa e vengono sconfitti per 100-83 dalla Logiman Orzinuovi in una partita che ha visto un solo padrone dalla metà del secondo parziale in poi. Domenica si torna al Palapiccolo per decidere chi tra campani e lombardi sarà la sfidante della Elachem Vigevano, che ha chiuso la serie con la Pielle Livorno in quattro partite.

SOLO QUINDICI MINUTI – Con Radunic fuori per il problema alla caviglia, la Juvecaserta ha dovuto fare di necessità virtù provando a utilizzare per più minuti Ly-Lee e insistendo con i quintettini che avevano portato alla disperata rimonta in gara-2. Nei primi minuti il ritmo appare molto basso e la Juve sembra addirittura essere in controllo sprecando qualche opportunità di troppo. Poi però Orzinuovi affretta i tempi delle operazioni, iniziando a colpire da tre punti come più le aggrada. Piano piano il solco si allarga sempre di più fino al +11 dell’intervallo che appare con una sentenza; la Juve abbozza una reazione ma senza costrutto, con il solo Nobile a tenere la testa centrata il più possibile ma tracollando anche nel finale fino a toccare il -26 prima di indorare la pillola. Non c’è molto da dire su una partita che dal quindicesimo minuto in poi ha avuto un solo padrone, se fosse una mera cronaca potrebbe chiudersi anche qui. Ma cerchiamo anche di comprendere la partita.

ORZINUOVI, DOMINIO DIFENSIVO – Innanzitutto l’assenza di Radunic. Il lungo croato sta sì andando a fasi alterne durante questi playoff, ma è un vero e proprio ago della bilancia; non è un caso che delle tre sconfitte precedenti in post season la sua media realizzativa e di nemmeno 9 punti di media, mentre nelle vittorie è praticamente il giocatore supremo ammirato nella seconda parte di stagione regolare (oltre 17 di media ma soprattutto 41/57 da due, il 72%). Il forfait del croato costringe la Juve a giocare in maniera differente non potendo più affidarsi agli uno incontro uno in post basso poiché nessuno degli altri lunghi ha queste caratteristiche. E al contempo la situazione aiuta in maniera cospicua il piano difensivo di Orzinuovi, non essendo costretta a raddoppiare in pitturato potendosi giocare la partita alle proprie condizioni fisiche.

Anzi, coach Gabrielli ha potuto concentrare tutto il suo piano difensivo su Mimmo D’Argenzio, vero e proprio spauracchio di questi playoff ma ieri ben controllato da Alberto Cacace, autore di un lavoro encomiabile nella propria metà campo. Il risultato è una squadra bianconera che forza troppo il tiro da tre punti (14/39 complessivo), che diventa l’arma della disperazione. Non è un caso che in questa serie la Juve vince le partite in cui si tiene sotto le 30 conclusioni dall’arco ed equilibrando il proprio gioco, mentre va ko quando tende a superare questo limite. Si sapeva che la Logiman fosse la squadra migliore dal punto di vista difensivo in tutto il campionato di serie B e in questa serie con Caserta già lo stava dimostrando, se poi i bianconeri si presentano spuntati l’impresa diventa ancora più facile. Aggiungiamo anche un metro arbitrale da definire permissivo verso entrambe le squadre e diventa naturale conseguenza che la squadra più abituata a sporcarsi le mani possa avere la meglio, mentre quella a tinte bianconere tende a innervosirsi un po’ troppo.

ARGINARE IL TIRO DA FUORI – Non ha funzionato neanche il quintettino ieri per coach lardo che voleva pareggiare l’intensità dei padroni di casa, ma al momento il suo coaching staff non ha ancora trovato una soluzione per arginare il tiro da tre punti avversario: ieri 14/25 per la Logiman, che però a inizio quarto parziale (a partire praticamente già finita) tirava con uno stratosferico 10/16. A inizio serie parlavamo di come Orzinuovi avesse chiuso la stagione regolare con il 35% dell’armi dall’arco ma con un perentorio 47% della serie con la Luiss Roma. Sta di fatto che Chaves e compagni stanno continuando ad avere percentuali da tre ben oltre la media, sia sua che stagionale, con il 43% complessivo (48/111): la scommessa della Juve al momento non sta per nulla pagando i dividendi sperati, visti gli almeno 82 punti subiti in ogni partita. E se subisci così tanto, vincere diventa sempre più complicato.

ANDREA, IL DESAPARECIDO – Dopo gara-3 parlavamo di come una Caserta senza Radunic dovesse trovare qualcos’altro dal punto di vista offensivo per ovviare ai suoi almeno 15 punti mancanti. L’ultimo quarto di ieri ha dato almeno segnali di Matteo Laganà  che potrebbe finalmente entrare nella serie (19 e 5/10 da tre, 11 però a match deciso e ancora un po’ troppa fatica complessiva in difesa), ma in pitturato la risposta non è stata trovata. Che tra Ly-Lee, Hadzic e Lo Biondo non ci fosse un giocatore dal post basso statico lo sanno anche i muri, ma fino ad ora è il terzo che sta apparendo come la controfigura di quello ammirato fino a un paio di settimane fa. Se nella serie con Montecatini è stato determinante con quasi 17 punti e oltre 7 rimbalzi in cinque partite, le quattro partite con Orzinuovi parlano di un giocatore che ha abbassato notevolmente il suo contributo, con soli tre punti e mezzo segnati a partita e un misero 4/18 complessivo dal campo. L’apporto dato come terzo violino nei quarti di finale è stato determinante, ora l’ex Mestre è chiamato al riscatto.

TUTTO IN GARA-5 – La serie di semifinale si rivela dunque identica a quella con Montecatini: vittoria nelle gare dispari, sconfitta in quelle pari e tutto che si risolve nell’ultimo, decisivo scontro al PalaPiccolo. Con la Fabo Herons l’impressione generale era quella di essere comunque una squadra complessivamente superiore rispetto ai termali, perdendo gara-2 per un caso fortuito e gara-4 per una notevolissima reazione da parte del talentuosissimo roster di coach Sacchetti. Qui invece c’è di fronte una squadra che non ha niente da perdere, andata già contro le più rosee aspettative e che vede il proprio piano partita funzionare, soprattutto senza Radunic in pitturato. Bisognerà trovare le giuste contromisure da entrambi i lati del campo e il supporto del PalaPiccolo per raggiungere una finale che garantirebbe due chance per la promozione in A2. Domenica sarà una vera battaglia, da ora o mai più.

Logiman Orzinuovi – Paperdi Juvecaserta 100-83

(19-22, 47-36, 72-59)

Logiman Orzinuovi: Chaves 23 (2/5, 6/8), Venturoli 18 (1/2, 3/5), Oxilia 15 (6/7, 0/0), Cappelletti 12 (3/4, 2/3), Giacomini 9 (1/3, 2/3), Cacace 8 (2/4, 0/0), Zilli 7 (1/2, 1/1), Gnecchi 4 (1/1, 0/2), Caversazio 4 (2/3, 0/2), Carta 0 (0/0, 0/1), Barbuto 0 (0/1, 0/0). Allenatore: Gabrielli

Paperdi Juvecaserta: Laganà 19 (1/2, 5/10), Nobile 14 (1/3, 4/7), D’Argenzio 12 (2/4, 1/6), Hadzic 11 (3/7, 1/3), Brambilla 9 (3/4, 1/3), Ly-lee 5 (2/5, 0/0), Sperduto 5 (1/1, 1/5), Vecerina 5 (1/5, 1/4), Lo Biondo 3 (0/3, 0/1), Radunic ne. Allenatore: Lardo

Arbitri: Suriano di Volpiano (TO), Esposito di San Benedetto del Tronto (AP) e Caneva di Collegno (TO)

Orzinuovi: tiri liberi: 20/23 – Rimbalzi: 38 5+33 (Cacace 14) – Assist: 23 (Chaves, Oxilia, Caversazio 4)

Caserta: tiri liberi: 13/20 – Rimbalzi: 24 9+15 (Lo biondo 7) – Assist: 15 (D’argenzio, Hadzic 3)