“Ancora una volta emergono criticità inquietanti nella gestione delle riunioni istituzionali del Distretto 18 dell’Asl di Caserta, diretto dalla dottoressa Angela Sciorio” – ha dichiarato il dottore Pasquale Persico, Segretario Aziendale dello SMI – “Durante la seduta UCA del 29 maggio u.s. -continua Persico- la rappresentante dello SMI, dottoressa Annalisa Amabile, alla sua prima riunione ufficiale in seno all’organismo, si è trovata a districarsi in un clima, definito da molti operatori “confuso e irrituale”, tra pressioni organizzative, presenze discutibili e modalità operative che destano forte preoccupazione, sotto il profilo della legittimità amministrativa e contrattuale.
Al centro delle contestazioni vi è innanzitutto la mancata redazione immediata, del verbale della seduta. Un fatto gravissimo in qualsiasi organismo collegiale, soprattutto quando vengono affrontate questioni delicate relative alla programmazione delle Case di Comunità, all’ADI, alla Farmaceutica convenzionata e all’organizzazione dei medici del Ruolo Unico, il verbale deve essere stilato contestualmente alla riunione, letto e controfirmato dai presenti. Far firmare al buio, senza verbalizzazione immediata e senza possibilità di verifica puntuale delle dichiarazioni rese, rappresenta una prassi inaccettabile che mina trasparenza, correttezza amministrativa e garanzie sindacali. Non meno grave sarebbe inoltre la presenza , durante la riunione, di soggetti privi di titolo a partecipare ai lavori UCAD. Una circostanza che, se confermata, si porrebbe in aperto contrasto con l’ACN vigente e con le regole che disciplinano la composizione degli organismi distrettuali.
Lo SMI ha quindi formalizzato una dura dichiarazione a verbale, ribadendo alcuni principi fondamentali. Sul tema delle case di Comunità, il sindacato ha evidenziato come i medici del Ruolo Unico, non possano essere usati indiscriminatamente, per coprire tutte le 38 ore assistenziali presso le CdC Hub e Spoke, soprattutto in assenza di accordi sindacali chiari e nel rispetto dell’ACN vigente. Particolarmente pesante il passaggio relativo alla possibile corresponsione di compensi pari a 40 euro/ora per attività eccedenti, ipotesi che – secondo lo SMI- potrebbe determinare profili di danno erariale, qualora priva di adeguata copertura normativa e contrattuale.
Altro punto caldo riguarda l’antibiotico- resistenza. Lo SMI ha chiesto controlli rigorosi sulle prescrizioni provenienti da strutture private e specialisti che inducano prescrizioni inappropriate, con eventuale segnalazione agli ordini professionali competenti nei casi reiterati. Sull’ADI, invece, il sindacato ha chiesto l’immediata liquidazione delle schede SVAMA arretrate, ancora non pagate ai medici aventi diritto. Infine forte presa di posizione contro la piattaforma “ANDIAMO” che secondo lo SMI non rappresenta un semplice obbligo informativo ma una vera prestazione certificativa, non imponibile unilateralmente senza preventiva contrattazione e adeguata remunerazione. La sensazione sempre più diffusa tra i medici del territorio, è che alcune strutture distrettuali stiano tentando di introdurre nuove modalità organizzative, senza il necessario confronto sindacale e senza il rispetto delle regole contrattuali.
Quando in una riunione istituzionale , mancano i verbali immediati, trasparenza e chiarezza sui partecipanti, il rischio è che venga compromessa la stessa credibilità delle decisioni assunte.
Per lo SMI resta imprescindibile il rispetto dell’ACN, della legalità amministrativa e della dignità professionale dei medici convenzionati.”



















