
(f.n.) – Asl…una storia infinita, soffocata dai suoi stessi risvolti, intrecciati con altre logiche, strani algoritmi che nessuno ha interesse ad analizzare…una storia oggetto di manipolazioni rituali e decorative e molto più spesso di poco artistici ma opportuni silenzi. “Non possiamo consentire una violenza di genere…” ha dichiarato compunto e consapevole il Dg dell’Asl Antonio Limone, alla presentazione del protocollo d’intesa tra Questura ed Asl, orientato a promuovere una risposta efficace alla violenza di genere e noi, con il pensiero rivolto soprattutto alla Sanità de noautri, oggi ci chiediamo quale sia la differenza sostanziale, tra la violenza di genere o meglio la violenza in assoluto, quella che lascia segni visibili e ferocemente evidenti sulla vittima e quella violenza ripetuta e continuata che, al pari delle torture scientifiche, caratteristica di ogni regime, di qualunque colore ideologico sia stato imbrattato, tormenta e logora da anni ed anni e talvolta per l’intera esistenza professionale, quella platea silenziosa di operatori della Sanità, a tutti i livelli, che il destino ha collocato al di là del cordone di sicurezza che tutela politici & derivati imposti…Chissà se potremmo mai assistere alla firma di un protocollo d’intesa virtuale che tuteli il nostro sistema nervoso e limiti i travasi di bile di conseguenza…anche se una società civile e soprattutto una sanità consapevole della sua importanza e quindi eccellente, non avrebbe bisogno di alcun protocollo, per consentire a chiunque ne avesse il merito, di avanzare nelle gerarchie, nella maniera più naturale e logica possibile. Ma i risvolti di questa nostra Asl, si immiseriscono nelle piccole conventicole che popolano le varie strutture e che proliferano secondo le logiche di un potere circoscritto, il tutto legittimato da direzioni generali che a loro volta si alimentano nello stesso identico modo…Gli esempi di gestione personalistica e perché no, remunerativa, proliferano ovunque nel territorio Asl e trovano il loro massimo splendore nei feudi tradizionali del Moscati di Aversa e soprattutto del PO San Rocco di Sessa anche se il PO di Marcianise in verità offre spunti di tutto rispetto di cui parleremo in seguito. Al San Rocco, come sovente abbiamo ribadito, per mesi e mesi il settore amministrativo è stato letteralmente allo sbando e la responsabile, Maria Grazia De Civita, oggi finalmente sostituita, era riuscita a mandare in tilt l’intero sistema pagamenti, sbagliando conteggi ore, straordinari, permessi, malattie e varie, in virtù di quel cordone di sicurezza di cui sopra…ma oggi, in virtù di una serie di indiscrezioni, a malapena trasudate dalla cortina di ferro che protegge le schifezze doc, apprendiamo che non tutti i dipendenti, in determinate occasioni, sono stati vittime delle limitate capacità amministrative della De Civita ma, approfittando della disponibilità dei fondi destinati direttamente dalla Regione agli interventi relativi agli espianti, nel cerchio magico della UOC Anestesia e Rianimazione, diretta dalla dottoressa Zarrillo, un certo numero di sanitari, hanno potuto essere retribuiti, a discrezione della primaria e dei suoi stretti collaboratori…riversando ovviamente sulle deficienze dell’amministrazione, la responsabilità per la mancata retribuzione agli altri dipendenti che pure avevano partecipato ai delicati interventi di espianto. Ecco, a proposito di violenza silenziosa e urticante, contro la quale diventa quasi impossibile ribellarsi senza pagare prezzi, sovente altissimi, in materia di vendetta. Sic transeat gloria mundi e in certi particolari frangenti, succede addirittura che si contrabbandino per specialisti, ad esempio della procedura picc, infermieri/e che tale procedura non l’hanno mai vista neppure da lontano, altro che praticarla!, e qualcuno del cerchio magico, caruccio, all’occasione la pratica per loro ma discretamente non lo rivela… e così tutti insieme appassionatamente (quelli del cerchio magico ovviamente), riceveranno il loro compenso… Ma…che non si sappia in giro perché la primaria e la sua vice, pare siano piuttosto permalose, per non parlare delle infermiere interessate…e fortunate perché a loro, chissà perché non capita mai che si sbaglino i conteggi, né che si dimentichino di conteggiare gli straordinari…Ma questo succede quando si gode di protezioni tali, da non temere nulla e gira gira, torniamo sempre agli interrogativi di cui sopra… Quante forme può avere la violenza propriamente detta? E questo giro di piccole mistificazioni interne e guadagni più o meno legittimi e silenzi architettati con rara maestria, non costituiscono la forma più sofisticata di violenza? Hasta la vista!



















