L’approvazione alla Camera del disegno di legge sul caregiver familiare è un passaggio importante, che accolgo con soddisfazione e con una particolare emozione. Perché parliamo di persone e famiglie la cui realtà conosco da vicino e per le quali mi batto da anni – ha commentato Pasquale Napoletano (già Capogruppo Consiliare FdI Comune di Caserta) -.Nel mio percorso istituzionale a Caserta ho portato avanti iniziative sull’assistenza scolastica, sulla carenza dei centri diurni, sui trasporti e sull’inclusione delle persone autistiche. Battaglie nate dall’ascolto delle famiglie e dalla consapevolezza che dietro ogni persona con disabilità ci sono bisogni concreti, ma anche genitori e familiari che troppo spesso sostengono da soli un carico enorme di responsabilità, sacrifici e rinunce.
Su questi temi mi sono confrontato con l’eurodeputata Chiara Gemma e con l’onorevole Marco Cerreto, con la convinzione che le istituzioni debbano saper ascoltare chi vive quotidianamente queste difficoltà e trasformare le esigenze reali in risposte efficaci.
Il riconoscimento del caregiver familiare va nella direzione giusta: significa dare dignità e visibilità a chi dedica una parte fondamentale della propria vita alla cura di un familiare. È importante anche l’attenzione alla continuità assistenziale nelle emergenze, affinché una malattia o un ricovero di chi presta le cure non lascino una persona fragile senza adeguata assistenza.
Ora la sfida è fare in modo che questo riconoscimento diventi concreto, attraverso tutele effettive, sostegni adeguati e servizi accessibili. Perché il valore di una comunità si misura anche dalla capacità di non lasciare sole le persone più fragili e le famiglie che se ne prendono cura.
Su queste battaglie non arrivo oggi e non intendo fermarmi domani. Conosco i problemi, ho ascoltato le famiglie e ho portato le loro richieste nelle sedi istituzionali. Non cerco medaglie per l’impegno passato: chiedo che quell’impegno produca risultati. Perché la credibilità non si costruisce quando un tema diventa attuale, ma quando si continua a lavorare per risolverlo anche dopo che i riflettori si sono spenti.



















