I VERTICI DELLA C.M., PROMUOVONO PASSERELLE POLITCHE PER RIACCREDITARSI DOPO LA CADUTA DEL LORO DOMINUS ZANNINI
– di Salvatore Maddaloni. –
Si perde il pelo, ma mai il vizio…
E Salvatore Geremia, con tutta la sua “corte celeste” di microsindaci dei comuni componenti la Comunità Montana del Monte Maggiore di Formicola, il vizio di vessare i lavoratori non se lo vuole proprio togliere.
È di questi giorni, infatti, la notizia che il Presidente della “Monte Maggiore” Salvatore Geremia, abbia comunicato a tutti i lavoratori della Comunità Montana che non ci sono più fondi per il pagamento degli stipendi, e l’ultimo stipendio percepito dagli operai, è quello di agosto; quindi, a conti fatti resterebbero fuori gli stipendi da settembre a dicembre compresa la tredicesima mensilità.
Geremia addebita le responsabilità di questo guaio ad una cattiva gestione da parte della Regione Campania, alla quale si aggiungono gli aumenti contrattuali (ma guarda un po’), che avrebbero determinato maggiori costi per il personale. Per Geremia quindi, gli stipendi dei suoi dipendenti, dovrebbero restare fermi al palo e farsi erodere più degli altri, da inflazione e rincaro dei costi generali; roba da padrone delle ferriere del diciottesimo secolo.
Ma andiamo per ordine e riannodiamo i fili della narrazione.
Le Comunità Montane, per sommi capi, sono enti delegati dalla Regione a svolgere lavori di manutenzione del patrimonio boschivo e cura della montagna. Si dovrebbero occupare della pulizia dei sentieri montani, la regimentazione dei fossi di scolo o delle sponde dei torrenti, della manutenzione delle scarpate e via dicendo; per fare ciò assumono del personale e lo retribuiscono con fondi stanziati dalla Regione previa presentazione dei progetti per i lavori di cui sopra.
Tutto ciò, lo svolgono gli operai cosiddetti BAIF, al netto di altri utilizzi impropri a cui vengono comandati dall’assemblea dei “microsindaci” di cui sopra, che svolgono le funzioni di amministratori della Comunità Montana. Questi operai sono stati per anni, decenni – qualcuno è anche andato in pensione – dei precari, ovvero dei lavoratori cosiddetti OTD, ovvero operatori a tempo determinato; degli stagionali, assunti generalmente da maro/aprile fino a settembre/ottobre.
Mai poi nel 2025 il colpo di scena: la Regione Campania, nelle persone dell’ex Assessore Nicola Caputo e della ex Dirigente Mariella Passeri, di concerto con le organizzazioni sindacali CISL, CGIL e UIL, promuovono la stabilizzazione di tutti gli OTD forestali della Regione Campania, facendo si che i loro contratti venissero variati in tempo indeterminato a partire da questo 2026.
Ma si sa, si era in periodo di campagna elettorale per le regionali del 2025 e non tutte le pentole riescono con il coperchio. Il coperchio questa volta era rappresentato dalla copertura economica, perché la Regione vero è che favorisce la stabilizzazione del personale, ma chiarisce che avverrà senza oneri aggiunti per la Regione stessa. In pratica, si stabilizzano oltre duemila persone da pagare per tredici stipendi l’anno, con gli stessi soldi con i quali si pagavano queste duemila persone per sei o sette mesi l’anno. Capolavoro, non c’è che dire, che porta la firma di Nicola Caputo.
Ma voi direte: e i sindacati hanno consentito tutto questo? In parte si, ma con la consapevolezza che la coperta era corta, ma che si potevano tirare i bordi e coprire tutto facendo si che i tre mesi di antincendio boschivo che le C.M. ogni anno svolgono per conto della Regione, venissero pagati con i fondi della Protezione Civile, e si facesse anche ricorso alla cassa integrazione prevista per le giornate di pioggia ed anche per le giornate di eccessivo calore; che quest’estate appena trascorsa non ha lesinato.
Bene, seguendo questo schema, diverse Comunità Montane sono riuscite nell’operazione, mentre i nostri prodi Formicolesi, hanno mollato gli operai sullo stipendio di agosto. Come il cavallo che parte spedito al trotto e rompe a metà gara…un brocco, così come dei brocchi si sono dimostrati gli amministratori della Monte Maggiore: il presidente Salvatore Geremia, e la sua giunta con Antonio Diana e Michele Scirocco.
Ma a sentire alcuni degli oltre ottanta operai della Monte Maggiore, il sospetto che ci trovassimo “solo” dinanzi a dei brocchi ci è venuto. Tutti i lavoratori ascoltati, ci hanno riportato la stessa versione, ovvero che Geremia & Co. Abbiano sperperato i fondi regionali in modo del tutto clientelistico, assumendo ulteriori settanta operai a tempo determinato, ricorrendo alle agenzie interinali, per svolgere il servizio di antincendio boschivo. Con quelle risorse, affidando il servizio antincendio agli operai già in forza alla Comunità Montana, avrebbero risparmiato tre mesi di stipendio (oltre l’agio dell’agenzia interinale) e pagato i propri dipendenti con i fondi della Protezione Civile, cui scrivevamo prima.
La cosa riferita, al cronista brutto sporco e cattivo, è puzzata e anche parecchio, così abbiamo iniziato a fare qualche altra domanda in giro e la verità ha assunto anche un’altra forma, ovvero quella della “complicità” degli operai stessi, nella ro debacle stipendiale; o almeno di una buona parte di essi.
Il perché è presto detto: in un luogo di lavoro “normale”, al primo mese di lavoro senza stipendio (e nel passato sono stati tanti i mesi senza stipendio), un lavoratore “normale” avrebbe iniziato a protestare con tutti i mezzi che la legge gli consente. Invece a Fomicola no, non è successo perché tanti di loro, tutti residenti nei comuni ricadenti nel perimetro della Monte Maggiore, e concittadini quindi dei sindaci che amministrano la Comunità Montana stessa, sono corsi dai loro beniamini politici a chiedere il “favore”, e come per magia, l’agenzia interinale che ha vinto la gara di appalto per la somministrazione di forza lavoro per la campagna AIB del 2025 prima e del 2026 poi, ha sottoposto alla Comunità una elenco di lavoratori anch’essi ricadenti nei medesimi comuni e figli, fratelli sorelle, nipoti e compari degli operai già in servizio.
Quindi che si fa, si combatte per il proprio stipendio o si fa la guerra al posto di lavoro del figliolo, del fratello, del compare o degli affini vari? Grande dilemma che tiene frenati i dipendenti senza stipendio.
A questo punto entra in scienza il politico Geremia, che prima porta tutto lo stato maggiore campano in visita alla Comunità Montana, per una non meglio specificata giornata di dibattito “per parlare con sindaci ed amministratori locali di infrastrutture stradali ed idriche, legge sulla Montagna e dissesto idrogeologico” (Cit. post On. Tullio Ferrante del 03/10/26), alla quale hanno preso parte: l’On. Tullio Ferrante Sottosegretario di Stato, l’On. Francesco Rubano, l’On. Fulvio Martusciello segretario Regionale di Forza Italia e la dott.sa Amelia Forte (al momento aspirante eletta in qualche posto) coordinatrice di Forza Italia Caserta. Geremia, ha colto l’occasione di ospitare questa insolita passerella politica, per porgere omaggio all’amico (ex?) “ferito” e in ritiro spirituale sui monti abruzzesi Giovanni Zannini, il quale si è sempre dichiarato come il vero “dominus” della Monte Maggiore, anche se oggi diversi “amici sindaci” della zona hanno già trovato modo di ricollocarsi presso altri emergenti consiglieri regionali…forse non gli piace il clima montuoso e preferiscono il mare, ma sono affari che regoleranno tra di loro.
Successivamente, dopo appena una decina di giorni, ecco che Geremia cala un’altra “giocata”: convoca tutti gli operai per la mattina del 9 ottobre scorso (nonostante i lavoratori stessi fossero in cassa integrazione per la pioggia) e gli fa trovare seduto a capotavola il Consigliere Regionale Raffaele Aveta, il quale gli assicura vicinanza e soluzione al problema. Aveta rilascia anche questa dichiarazione tramite i suoi canali social: “A sostegno degli operai della Comunità Montana Monte Maggiore che rischiano il licenziamento a causa di una storica carenza di programmazione. Una situazione che non possiamo accettare e sulla quale siamo impegnati per garantire tutele e diritti.
Sono lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale per la Regione nella manutenzione e nella salvaguardia del nostro territorio e che hanno diritto a certezze, a partire dalla regolarità delle retribuzioni.
Gli uffici competenti sono impegnati a individuare una soluzione concreta e duratura, anche attraverso un riordino della normativa vigente, che possa superare le criticità attuali e offrire maggiori garanzie.
Continuerò a seguire questa vicenda fino alla completa soluzione, perché chi si prende cura della nostra terra merita rispetto, dignità e risposte concrete”.
Tutto risolto allora, che problema c’è?
Il problema è che proprio ieri, durante un confronto con le organizzazioni sindacali che non si teneva da due anni, Salvatore Geremia ha duramente attaccato la Regione, accusandola di non erogare i fondi necessari per pagare i lavoratori; Aveta, colpevole a suo dire di aver fatto soltanto promesse da marinaio; e l’assessore Serluca, che non capirebbe nulla di quanto sta accadendo.
Per concludere, il sospetto porterebbe a pensare che Geremia & Co. stiano utilizzando i lavoratori della Monte Maggiore come merce di scambio con la Regione? Ovvero, non pagano i lavoratori adducendo sofferenze di cassa, e puntano a rialzo con la Regione Campania, la Serluca, Aveta ecc. per ottenere più fondi e continuare nelle assunzioni lavoratori interinali nei paesini da loro amministrati e far crescere il loro potere clientelare?
Volgare sospetto il nostro, lo capiamo e non se ne offenda il caro Salvatore Geremia, con i suoi amici “microsindaci” al corredo…e intanto gli facciamo infiniti auguri, in primis per la campagna elettorale del figliolo Casto Geremia, candidato al comune di Calvi Risorta (il quale presso il suo studio legale ospita una sede della UIL…vedi le combinazioni) e in secundis per il fondamentale apporto che gli fornirà la sua seconda figliola impegnata nel prestare servizio civile presso la Comunità Montana di Monte Maggiore…(altra combinazione).



















