Ennesimo jackpot al botteghino per James Cameron col terzo capitolo di Avatar che infrange nuovamente i record: in data di scrittura infatti è stato confermato l’incasso lordo superiore al miliardo di dollari portando così l’universo narrativo di Pandora ad essere una delle saghe cinematografiche più redditizie di sempre(seconda solo agli Avenger della Marvel) e rendendo così Cameron il regista di 4 dei 5 film col maggiore incasso di tutti i tempi. Cifre tutto sommato meritate considerando che senza la saga di Avatar il cinema moderno sarebbe assai differente.

Devo ammettere che io in primis sono un grande fan del franchise sin dal primo film e ho colto l’opportunità fornitami dal tempo festivo per fare un buon rewatch dei capitoli precedenti così da avere un idea ancor più chiara sul terzo.

E’ innegabile la grandezza di Cameron sul lato tecnico e visivo: Pandora e le sue ambientazioni sono incredibili, colorate e vive come poche altre viste sul grande schermo. Dove si perde il senso di stupore che caratterizzò il successo del primo film che per il 2009 portava innovazioni effettivamente incredibili si guadagna di certo un miglioramento del lato tecnico realizzativo che migliora ancora di più l’esperienza immersiva. Paradossalmente il film può risultare ancora più piacevole ad uno spettatore ignaro dei primi due film, ancora vergine delle atmosfere tipiche dell’opera.

Grande pecca del film(ad onor del vero di tutto il franchise finora) è sicuramente la scrittura: qui ancor di più si nota una certa pigrizia da parte degli sceneggiatori nell’approfondire certi personaggi, soprattutto nella loro psicologia e nelle loro motivazioni. Il tutto risulta un pò un “more of the same” rispetto soprattutto al secondo capitolo: i due film infatti risultano molto simili sia per intreccio narrativo che per risoluzione finale, chiaramente hanno delle differenze narrative che li caratterizzano ma nulla rispetto al distacco fra il primo capitolo e il secondo(complice sicuramente il distacco temporale).

Anche i grandi temi naturalistici trattati nei capitoli precedenti che rappresentano in fondo il vero “cuore” della trama risultano qui affrontati solo marginalmente, in un film che vuole principalmente intrattenere riuscendoci egregiamente nonostante la notevole durata grazie a delle scene totalmente action molto ben strutturate. Inoltre manca ancora, secondo la mia personalissima opinione, un punto di vista della storia totalmente umano che non sia quello di un personaggio totalmente negativo; in fondo penso che la maggior parte di noi nei medesimi termini si sarebbe comportata come Quaritch e non come Jake.

Tirando un pò delle generiche somme non ho alcun problema a definire Avatar: Fuoco e cenere un ottimo film, per quanto si tratti di un film chiaramente preparatorio in ottica dei seguenti film. Sappiamo infatti per bocca dello stesso Cameron che c’è la chiara intenzione di conseguire sia un quarto che un quinto capitolo rendendo così l’opera immaginata da James Cameron nel lontano 1978 una pentalogia completa e autoconclusiva anche se aperta ad ulteriori espansioni stile Star Wars(speriamo con un maggior successo).



















