SANITA’: I PRECARI IN CERCA DI STABILIZZAZIONE

0

IL GOVERNATORE DE LUCA PROMETTE AVVIO DELLE PROCEDURE DI STABILIZZAZIONE IL 2018

CASERTA – Il 03 Novembre 2017, dopo un anno di silenzio da parte delle Istituzioni Regionali, il Presidente on. De Luca ha dichiarato che entro fine mese, con l’approvazione del piano ospedaliero, e quindi del fabbisogno, partiranno le procedure di stabilizzazione per tutti coloro che non hanno usufruito della I fase del processo, da concludersi entro fine anno, al massimo inizio 2018. Una notizia, dunque, di  sicura e grande rilevanza che viene accolta con soddisfazione dal MoPASS Campania, ma che allo stesso tempo pone non pochi dubbi e perplessità. Il Movimento, infatti, in pieno accordo con la “tempistica”, è, al contrario, ben conscio delle “difficoltà tecniche” legate alla definizione delle “modalità di espletamento e controllo del processo di stabilizzazione”. Queste difficoltà sono la conseguenza di una distribuzione altamente disomogenea dei precari nelle diverse Aziende Sanitarie e a grandi differenze di rappresentatività degli stessi nei diversi “profili professionali”. Mentre, infatti, abbonda personale precario in alcuni profili (vedi Medici dell’area dell’emergenza-urgenza) la sua presenza in altri profili è scarsa o assente. Alla base di ciò, ovviamente, c’è stato il motivo dominante di stipulare contratti svantaggiosi e discriminatori negli anni di blocco del turnover, solo per la necessità di garantire i LEA. Ciò considerato,  due sono le questioni di fondamentale importanza che necessitano di soluzioni adeguate. Una è la necessità di un “controllo regionale totale sul processo di stabilizzazione” per garantire che la discrezionalità aziendale, non sempre espressione di rispetto e valorizzazione del lavoratore, crei difformità inaccettabili nel trattamento dei precari; l’altra è il superamento del concetto dell’utilizzo del 50% delle risorse assunzionali “sic et simpliciter” per singola Azienda e per singolo profilo professionale. Tale applicazione della norma avrebbe come risultato che, mentre in alcune Aziende non sarebbe possibile stabilizzare tutti i precari aventi diritto, in altre, le risorse per la stabilizzazione andrebbero inaccettabilmente perse. Un vero paradosso considerando che se si fa riferimento  all’intero fabbisogno regionale, invece, esistono risorse a sufficienza per stabilizzare tutti i precari nel rispetto della normativa vigente. Non di minore importanza, è la necessità di non creare “fratture” con il passato recente, che rischierebbero di invalidare il processo stesso. In Regione Campania, infatti, unica Regione in Italia, questa sarebbe la II Fase di un processo che in realtà è già iniziato nel 2015 e che ha portato all’assunzione di circa 800 lavoratori. Sarebbe, ovviamente, inaccettabile una difformità di trattamento fra i precari stabilizzati nel 2015 e i precari che oggi sono da stabilizzare. E’ necessaria un’armonizzazione di un processo che nella sostanza è “unico” ma solo differito nel tempo. L’entità del problema, e delle sue sfaccettature, soprattutto la ripercussione sull’Assistenza Sanitaria,  è stato ben compreso da tutte le Sigle  Sindacali, che riunitesi  il 20 ottobre 2017 con estrema urgenza nell’Intersindacale Regionale, hanno dato mandato ai loro rappresentanti, facenti parte del tavolo tecnico ( tavolo istituitosi ufficialmente nel maggio 2016 fra Sindacati e Regione,  col preciso ed unico intento di definire le  modalità di stabilizzazione della II Fase), di elaborare un aggiornamento di proposta di stabilizzazione (la prima proposta fu già consegnata nel luglio 2016) alla luce delle novità normative. Tale proposta, accettata e firmata da tutti i Segretari Regionali Sindacali, è stata inviata il giorno 23 ottobre 2017 ufficialmente in Regione Campania unita ad una richiesta di incontro urgente del tavolo tecnico stesso per la ripresa e conclusione delle trattative. Il MoPASS avendo avuto modo di valutare la proposta, alla luce dei problemi sopraesposti, la sposa pienamente e chiede con forza che  “ad horas” venga riconvocato il tavolo tecnico. Questo percorso, l’unico perseguibile, per “calare la Legge” nella realtà regionale, è stato già completato in altre Regioni come il Lazio, la Calabria, l’Abruzzo e la Toscana per citare quelle più “difficili” come la Campania. Solo da una trattativa con i Sindacati, infatti, è possibile, nel pieno e necessario rispetto della normativa nazionale vigente, superare problemi peculiari regionali ed avere anche per la Regione Campania il “SUO processo di stabilizzazione” che garantisca il rispetto della dignità in primis, e del diritto nondimeno, di tutti coloro i quali, con abnegazione e sacrificio hanno permesso la sopravvivenza del SSR , e permetta nella realtà ciò che il Governatore continua ad affermare con forza e cioè “nessun precario a casa”.   Tutto ciò per il bene dei lavoratori e soprattutto per il bene dei cittadini campani che non devono vedersi sottrarre per motivi di semplice “disorganizzazione” alte professionalità e decennale esperienza.