SIMONETTA LAMBERTI SI RACCONTA AGLI STUDENTI DEL MANZONI

(f.n.) – Sono tante le vite vissute da chi ha subito una vita scritta nel dolore, da una mano assassina…Simonetta Lamberti aveva 11 anni quando un unico colpo, freddo, preciso…inutile… ha fermato il respiro della felicità che portava dentro e lo ha disperso altrove, oltre il passaggio…ed ora veglia adagiato in quella realtà parallela di cui solo talvolta si ha contezza…Un’altra Simonetta ha subito quella sua stessa vita, che per molto tempo non le è appartenuta…una vita disegnata con un unico pastello, dopo la scomparsa di una sorella sconosciuta,  di cui si parla nel vento, nella pioggia, nelle porte che cigolano, nelle finestre che sbattono, nei profumi delle stagioni diverse e nel ricordo di quell’unica stagione breve, trascorsa in fretta ed in fretta finita…trapassata nel silenzio agghiacciante del dolore…Oggi Simonetta Serena Lamberti si è riconciliata con quella parte di sé che attendeva sperduta nel buio, la risposta a tutti i suoi perché, lasciati cadere nella voragine del dolore e dal dolore raccolti e svenduti alla tristezza… Oggi Simonetta Serena ha incontrato finalmente sua sorella…in quel posto nascosto del cuore in cui soltanto due sorelle, possono parlare, sorridere, abbracciarsi e ricominciare a vivere insieme…il passato è rimasto sui davanzali della loro esistenza…fermo…in agguato perché non sia dimenticato il dolore assoluto che ha devastato una famiglia felice…Simonetta Serena Lamberti ieri ha ripercorso la sua vita, la storia della sua famiglia colpita al cuore il 29 maggio del 1982, quando la sua sorellina è stata uccisa, mentre in auto, tornava a casa,dopo una giornata trascorsa al mare assieme al suo papà, il magistratoAlfonso Lamberti….lo ha fatto con un uditorio d’eccezione…gli studenti dell’Istituto Manzoni che…attenti, commossi, intimamente partecipi hanno ripercorso con lei le tappe roventi di un dolore insanabile, che soltanto, oggi, forse, riesce a tradursi nella serena consapevolezza di un ricordo che, obbligatoriamente deve restare nell’immaginario collettivo, nel cuore di ognuno a monito ed a certezza della presenza di un male assoluto, strisciante, diversificato e disumano.

 

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