IL PD E L’ULTIMA PERFORMANCE DI RENZI

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MATTEO RENZI

(f.n.) Si consuma lentamente la Seconda Repubblica, quella che doveva consacrare una nuova visione della politica, un nuovo illuminato versante, verso il quale confluire le alternative…tutte le alternative…il futuro, secondo alcune scuole di pensiero accreditate, avrebbe dovuto essere il Pd… ma ciò che si avverte oggi è la presenza di una deriva fredda, grigia e vischiosa…Protagonista negativo fino all’ultimo istante, primus inter pares, tra i geni della disfatta, Matteo Renzi che continua a tenere banco sui rottami del Pd, ancheggiando in maniera contradditoria, come è nel suo costume, tra il “resterò segretario del Pd fino al 2021, di ieri, al “potrei anche dimettermi, di oggi”. L’arcano sarà svelato alle 17, quando il “fiorentino per caso” parlerà alla nazione…Ma…quando i numeri sottraggono con prepotenza il diritto di parola, alle chiacchiere, come nel caso del 4 marzo appena trascorso,  l’unico appuntamento che possa essere fissato, da un candidato alla presidenza del consiglio, segretario di  un partito in quarantena perché infettato dalla sua stessa incoerente arroganza di equilibrista, che ritiene di essere in possesso di un bancomat illimitato, è quello con il suo barbiere di fiducia o con la visagista per un bel massaggio antirughe. Invece il caro Matteo, si prepara per un’altra performance…che ci auguriamo non essere la copia conforme di quelle già trasmesse in eurovisione: l’ironico, l’arrogante, il maleducato, il prepotente, la vittima e quella che gli viene peggio: il simpatico. La provincia di Caserta ha pagato forse il prezzo più alto per la sua insopportabile spocchia… Prodotti di nicchia della sua potestà, inviati nella provincia di Caserta il commissario Franco Mirabelli ed il direttore della Reggia Mauro Felicori, sono stati, ciascuno per la propria parte, due elementi di pericolosa divisione interna al partito…Mentre il primo legittimava il contrario della “regola scritta” con serena incoscienza, offrendo all’esterno ben più di un morivo per viaggiare a 600 chilometri orari lontano dal Pd, il secondo, sostenuto dalla solita schiera di specialisti dell’“ola” transitorio, umiliava la comunità casertana, considerata incapace ed ignorante, con la “paperiata” delle sue molte abilità e doti manageriali…Il tutto in aggiunta ad una approssimazione di fondo che ha consentito la crescita di smisurati individualismi ed i risultati di cotanta illuminata strategia si sono condensati soprattutto nella disfatta delle elezioni provinciali ed oggi con l’attuale risultato: a ciascuno la propria coccarda di mandrake della politica…