OSPEDALE, RICOVERI & SGARBI ASSISTENZALI…

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(f.n.) – E parliamo un po’ di assistenza…di quell’assistenza che ognuno di noi ha il diritto di chiedere all’interno di un’Azienda ad Alta Specializzazione come l’Aorn di Caserta…E parliamone…di cosa vogliamo parlare oggi?, di una paziente di 70 anni circa, provvista di una impegnativa per una visita vascolare con applicazione di un eventuale bendaggio medicato?, bene… parliamone…

La signora di cui sopra, che ha raccontato la sua storia al Tribunale del Malato, da circa 7 mesi segue la terapia di cui sopra, per la qual cosa, conosce molto bene sia i medici che le procedure. Ultimamente è recata, come al solito, presso il poliambulatorio ed ha iniziato la sua regolare attesa. Viene infine il suo turno e la signora si alza a fatica ed entra nella stanza. La prima sorpresa consiste nel fatto che a riceverla non vi è il solito medico, che risulta essere andato via dall’Ospedale e trasferito altrove. La signora è naturalmente molto dispiaciuta. “Peccato!” – pensa- “Era tanto carino e gentile”. (E forse per questo se n’è andato…penseremmo noi brutti sporchi e cattivi)

Inizia quindi la visita con il nuovo medico che le applica la fasciatura a pressione differenziata ma …. “Dottore… non sono le stesse fasce…non sento il refrigerio come le altre volte” – protesta la signorama sia l’infermiere che il medico la rassicurano. Entrambi continuano a fasciare e la signora continua a protestare perché le fasce sono asciutte. Dopo qualche minuto, la signora obietta dicendo: “Ma per caso le fasce saranno scadute?, per questo sono secche?, eh dottore?” A questo punto le vengono tolte le fasce e il medico le dice: “Signora, lei non ha bisogno del bendaggio medicato allo zinco, il collega precedente la viziava un po’ troppo. Metta questa pomata allo zinco, che avrà lo stesso beneficio!”.

La foto delle gambe della signora dopo l’applicazione della pomata allo zinco, che pubblichiamo, rendono perfettamente l’idea…ma soprattutto evidenziano che il medico di prima, che applicava il bendaggio medicato che arrecava refrigerio alle gambe, non viziava la signora, ma sicuramente qualcuno viziava il medico di adesso, quando era piccolo, comprandogli un pacco di soldatini di troppo, invece di insegnargli il garbo e le buone maniere verso le persone, soprattutto se malate.

Ma…l’episodio più grave e che offre chiara lettura delle stratificazioni preistoriche di pelo sullo stomaco di qualcuno, è quello che riguarda un ragazzo di vent’anni ricoverato per un primo esordio di diabete giovanile…Dopo quattro giorni in Otorino, il ragazzo viene portato in Geriatria…un ragazzo già provato…spaesato…che deve cominciare a convivere con un disagio…voi lo ricoverate in Geriatria…a quale logica norvegese vi siete ispirati?, quale trattato di psicologia applicata “faidate” avete consultato, visto che  psicologi non ve ne servono e l’unico è impegnato giustamente per il personale?, quale procedura avete seguito che indichi l’opportunità di  uniformare le terapie e fregarvene del resto, in questo caso del paziente?, qual è il motivo per cui non avete ricoverato il ragazzo in Medicina, dove vi è la possibilità di una stanzetta singola e medici specialisti? Santa Tetta del Ricoverostrano cosa risponde?, dall’alto della sua nicchia sanitaria, al cui interno gioca a fare il prodotto del sistema…per caso riesce a formulare una risposta degna di considerazione? Per quanto riguarda invece Ferrante the Big… per cortesia scetet a stu suonn…perché anche questa volta vi è andata di lusso… e poiché stiamo parlando di esseri umani e non di massimi sistemi…è appena il caso che mettiate in conto che una mamma, meno educata di quella che vi è toccata in sorte e che ha sopportato che le ricoveraste suo figlio in Geriatria, si sarebbe avvicinata leziosamente alla vostra scrivania…l’avrebbe aggirata…si sarebbe portata vicino al vostro lato destro…avrebbe alzato la mano con delicatezza… avrebbe artisticamente attorcigliato il bavero della vostra giacca attorno al suo dito mignolo…  vi avrebbe trascinato attoniti lungo le scale della palazzina bianca in fondo al parco, e  vi avrebbe adagiato al centro della vasca…la vasca non c’è?…peccato…qualcuno dica all’architetto Patitucci che la ricreazione è finita e quindi prepari un progetto, che preveda  la vasca con i pesci rossi, perché le mamme ineleganti devono avere l’opportunità di far valere i loro diritti, visto che quelle troppo eleganti subiscono in silenzio e di questo passo finisce che Tetta e Vittorio “nun s’mparan maie”…hasta la vista!