QUANDO LA SOLIDARIETÀ TRASFORMA UNA STORIA TRISTE…IN UNA A LIETO FINE

di Silvana Narducci

ORTA DI ATELLA – Una volta tanto ci piace raccontare una storia a lieto fine. Si tratta di una vicenda di miseria e degrado come tante, ma anche di umanità e di solidarietà come poche. Il signor Pompeo Pezzella vive ad Orta di Atella ormai da quasi cinque anni in un tugurio che i Vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile perché a rischio di crollo e il Comune aveva fatto recitare con un muro per motivi di sicurezza. Ecco, è lì che quest’uomo provato dalla vita cerca di sopravvivere. È lì che, tra topi, cimici ed insetti, ha creato il suo giaciglio e quello del suo cane, nell’odore acre dell’umidità, della muffa e della miseria. Ma oggi Pompeo non è più in grado di andare avanti. Provato nel corpo e nello spirito ha raggiunto il suo limite e nella disperazione tenta il suicidio. Ma a volte la vita che ti ha tolto tutto, ti restituisce qualcosa mettendo sul tuo cammino persone dotate di sensibilità ed umanità. Ed è così che Pompeo viene salvato dal carabiniere Di Retta, indotto, con garbo e pazienza, alla ragione e ad avere ancora fiducia nel futuro. A lui va il ringraziamento del signor Pezzella… a lui ed al nostro collaboratore Pino Grazioli, che ha preso a cuore il caso. Ma c’è ancora la questione del futuro, della casa, di come tirare avanti. E qui il sindaco di Orta di Atella, Andrea Villano, ha fatto la sua parte e dopo qualche ora dal servizio di Grazioli arriva la notizia che il primo cittadino gli ha trovato una sistemazione dignitosa. I ringraziamenti, a questo punto, sono doverosi. Non possiamo che rallegrarci quando le istituzioni comprendono che la loro funzione principale debba essere quella di servizio … soprattutto di servizio per chi è in profonda difficoltà. Monitoreremo ancora la vicenda, ma per ora non possiamo che gioire di uno dei rari momenti in cui ci appaiono tutti più umani, tutti più disponibili verso l’altro, tutti un po’ meno impregnati dell’arroganza del piccolo potere che allontana dai problemi reali della gente comune.

servizio fotografico di Pino Grazioli

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