OSPEDALE, SABOTAGGIO?, FERRANTE INDAGHI…

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(f.n.) – Nella Giornata Internazionale del Malato, forse non è stato proprio “comme il faut” parlare di “scarrafoni” e soprattutto parlarne nella Cappellina dell’Aorn… Ahiahiahi signor manager, lei ci va a cadere proprio sullo “scarrafone”…Secondo il manager la presenza della proteina animale nella vaschetta di frutta cotta, sarebbe l’ennesimo atto di sabotaggio ai danni dell’Azienda…o, aggiungiamo noi…ai danni di qualcuno. Forse il manager non ci crederà ma…anche noi, brutti, sporchi e cattivi, pensiamo che si tratti di un atto di sabotaggio e che qualcuno per danneggiare qualcun altro, abbia inserito lo “scarrafone” nella vaschetta, che per la sua struttura sarebbe stata difficile da raggiungere, da uno “scarrafone” , anche fosse stata sistemata “canagliescamente” per terra… Ma per sabotare un’Aorn, non è sufficiente uno “scarrafone”… ma forse il sabotaggio potrebbe tornare utile nel disegno denigratorio, ai danni di qualcuno in particolare. Parlare di questa ennesima schifezza, nel corso della Messa per i malati, è apparso comunque insolito, mentre applaudire e ridere alla sortita del manager, niente di diverso da un patetico amarcord romantico…del tipo:  “Battiam battiam le mani che arriva il direttor”…il tutto articolato, ci auguriamo, sui canti gregoriani, visto che il tutto si svolgeva in Chiesa…Il caro manager, sembra comunque ignorare un dato fondamentale, nella foga dello scarico delle responsabilità…il “fatto” che si tratti di un sabotaggio non altera di una virgola il “fatto” in sé…lo “scarrafone” è stato rinvenuto nella frutta servita ad un malato del reparto di Chirurgia Generale ed Oncologica…quindi, visto che a quanto pare, il manager è convinto che si tratti di un sabotaggio, invece di sbattersi il petto e prorompere in inutili, quanto improprie arringhe con battuta al seguito, si dia una mossa ed indaghi su ciò che succede in codesto Ospedale. La riflessione sorge spontanea… Se il corpo del reato viene rinvenuto in un reparto il cui direttore, incidentalmente è in rotta di collisione con o’rey, e sempre incidentalmente, ci risulta che il cerchio magico stia elaborando minuziose strategie di recupero per l’enfant prodige del day surgery e la direttrice sanitaria, incidentalmente, si affretta a convocare i primari responsabilizzandoli sull’eccesso di proteine animali vaganti nella frutta cotta…qualche elemento per individuare il destinatario del sabotaggio ci sarebbe, o no?… Lo scandalo “proteico”, inoltre, doveva anche determinare il verificarsi di un altro prodigioso avvenimento…la cara Tetta delle Legionelle Sconosciute, nell’intento di dimostrare, tutta la sua “regale” fiducia nei confronti della ditta fornitrice del servizio di ristorazione, venerdì scorso si è recata, scortata dal suo stato maggiore, a mangiare la “pappa buona”, alla mensa ospedaliera…Meraviglia delle meraviglie…pare che dal momento illuminato della sua comparsa  al Sant’Anna e San Sebastiano, la cara Tetta del “Non So Se Mi Degno”, abbia onorato la mensa degli umili “si e no” cinque volte. Immaginiamo le consultazioni illuminate dei prestigiosi commensali, seduti al desco aziendale, sull’etica ed estetica delle proteine animali attraverso i secoli…ma soprattutto proviamo ad immaginare quale altra patetica strategia verrà messa in campo per fregare qualcuno a sostegno di un altro. Hasta la suerte!

1 commento

  1. Considerando che il mangiare viene servito direttamente dalla ditta al letto del malato mi sembra un po’ difficile il sabataggio. Se così fosse va immediatamente trasferita e de ferita al consiglio di disciplina la caposala che avrebbe dovuto presenziare e sorvegliare come da regolamento alla distribuzione del vitto. Se così non fosse e lo scarafaggio fosse salito su dalla cucina allora la responsabilità è di direzione sanitaria attraverso la dietista e l’igienista ed il dec che non ha relazionato bene in merito. Da voci di corridoio non risulta sia stata fatta in cucina nessuna ispezione supplementare anzi i vertici sono stati consultati nella palazzina grigia. Ah se ci fosse stato Annunziata con il cavolo che sarebbe passato tutyo in silenzio.

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