OSPEDALE, IL MEMORIALE DELLA DOMENICA 34

(f.n.) – Tempo scaduto senza bisestile né proroghe…La commissione d’inchiesta nominata dal manager dell’Aorn di Caserta ed incaricata di far luce sugli intrighi relativi all’articolo 9 e suoi derivati, che hanno coinvolto circa seicento dipendenti in quello che, a nostro avviso, si rivelerà il più grande bluff degli ultimi vent’anni, avrebbe dovuto consegnare il risultato delle sue indagini il 28 febbraio u.s. E ci auguriamo lo abbia fatto nel rispetto dei tempi e della verità… Inutile ripercorrere le varie tappe, più volte menzionate …tutti sanno esattamente di cosa parliamo, quando citiamo l’articolo 9 e la sua originale interpretazione, da parte di un sindacato che, grazie soprattutto ad un momento politico assai favorevole, ha potuto agire indisturbato senza contradditorio alcuno. Per la cronaca ricordiamo che l’articolo 9 prevedeva che “l’attività lavorativa prestata in giorno festivo infrasettimanale sia compensata con equivalente riposo compensativo con  la corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo”.  Il fatto che il parere ufficiale dell’Aran, nel 2011 smentisse tempestivamente i dettati della scuola di pensiero del sindacato ispiratore che aveva guidato le truppe al grido “rimborso! Rimborso!” non determinò alcuna modifica nella strategia adottata da quest’ultimo, che proseguì nella sua folle corsa, trascinando nell’illusione, centinaia di dipendenti. Oggi,  dopo otto anni, si profila all’orizzonte il “redde rationem” che, tradotto in termini accessibili a tutti, potrebbe significare non soltanto “la conta” delle somme indebitamente ricevute e fino a questo momento non restituite…ma soprattutto l’emersione totale di una verità che dovrebbe infine, giustiziare senza pietà, le false storielle appiccicose e melense, che hanno contrabbandato la difesa dell’utile di pochi per la lotta in nome del diritto di tutti, storielle raccontate con stile e cementate con l’obbligo di fondo a proseguire su una certa strada. Parlare di verità significa partire dalle carte “ammacchiate”, dalle compiacenti lungaggini amministrative, dallo scambio di favori e dagli obblighi politici…Verità significa anche e soprattutto, recuperare il coraggio per affrontarla e quella parte di verità che a nessuno è venuto in mente di cercare,  è quella dell’interesse a lunga gittata…dei disegnini più o meno occulti, che non si sono realizzati soltanto per un soffio… Abbiamo più volte ricordato che il sindacato ispiratore veicolava, qualcuno sostiene che il verbo giusto sarebbe “obbligava”, i dipendenti verso il solito studio legale, prometteva, brigava, assicurava… ma ci era sfuggito un particolare importante…I dipendenti che intraprendevano un’azione contro l’Aorn, facendosi rappresentare dallo studio legale “suggerito”, pare non lo facessero in qualità di iscritti al sindacato ispiratore…perché la presenza della sigla sindacale, avrebbe probabilmente inficiato il programmino sia dell’ispiratore che del beneficiario dell’ispirazione, che a sua volta, stava preparandosi ad entrare in un pacchetto politico ad hoc,  che prevedeva l’ingresso trionfale dello studio legale di cui sopra, in quella che oggi si fregia della dicitura ufficiale di short list,  ma ieri era semplicemente la lista giusta del politico giusto. E bravi! Adesso non resta che attendere che la verità abbia il coraggio di diventare ufficiale,  ma…anche se i risultati della commissione d’inchiesta, non sono ancora noti, non possiamo far finta di avere dimenticato che, sia la dottoressa Luigia Infante che il dottor Antonio Postiglione, già commissario dell’Aorn, siano al corrente della manfrina dell’articolo 9…quindi riteniamo che il lavoro della commissione sia stata una passeggiata, persino un po’ noiosa, soprattutto per la Infante…ma comprendiamo che  forse avevate l’esigenza di offrire lettura di meticolosa diligenza al popolo, nulla quaestio…siamo disposti a far finta di non sapere che sapevate già tutto,  purché questa volta vi decidiate a dirla la verità, evitando i soliti giochetti per salvare capra e cavoli… intendendo in senso figurato per  “capra”, il sindacato ispiratore e per  “cavoli” il potere centrale di o’rey che lo ha sostenuto. Hasta el domingo!

Comments

  1. Pina ha detto:

    Ma che state dicendo, ma quando mai il sindacato non è mai comparso, io stessa sono andata dall’avvocatessa perché mi accompagnò la responsabile del sindacato insieme a altri 2 colleghi, e nello studio ci stavano anche altri dipendenti dell’ospedale.abbiamo pagato SENZA FATTURA tutti e ce ne siamo andati e nello studio ci stava anche la rappresentante del sindacato ma quando mai il sindacato non è comparso.non scrivete sciocchezze

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Gentile signora Pina…legga con attenzione e non con pregiudizio… Il sindacato non e’mai comparso in nessuna sentenza, in nessun contratto tra studio legale e dipendente… Il sindacato compare come garante o intermediario… Il che significa che, se le cose vanno bene il sindacato aumenta il numero degli iscritti ma se le cose vanno male il lavoratore si arrangia ed i soldi versati rigorosamente in nero, vanno persi. Del resto lei stessa sottolinea che non c’e’stata mai alcuna fattura… Anche far finta di non capire può essere una strategia ma, a questo punto, come lei comprendera’ certamente, non regge… Grazie

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