TREMATE, TREMATE I DUCHI SON TORNATI: GENNARO OLIVIERO E IL POTERE SESSANO (PARTE II)

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di Andrea Zippa

Riprendiamo il viaggio che avevamo interrotto nel precedente appuntamento (LEGGI LA PRIMA PARTE) nel ducato di Sessa Aurunca e torniamo alle mirabolanti imprese del duca Gennaro Oliviero, militante (nientepopodimenoche) del PD, un partito che, com’è noto, ha tra le sue fila personaggi di stile e di raffinatezza innata (leggi Stefano Graziano), promotori di iniziative politiche e personali serie e poco discutibili (citofonare Caputo), nonché di alta caratura personale (Picierno docet).

Dopo aver parlato, in precedenza, di quanto il prode Oliviero abbia fatto a livello nazionale per la Regione Campania, ci concentreremo questa volta sull’attività di politica interna al suo ducato sessano e, nello specifico, sulle straordinarie imprese da lui compiute per raggiungere l’obiettivo prepostosi di distruggere una realtà sanitaria di alto prestigio nazionale come l’Ospedale San Rocco. Attenzione, avvisiamo i nostri lettori che tratteremo di argomenti che potrebbero intaccare la sensibilità personale, provocando sensazioni di disgusto, sdegno e, detto in una sola parola, “schifo”!

Cominciamo con il dire che il nostro Oliviero non è mai stato eletto sindaco della cittadina aurunca: ciò detto, va da sé che, pur non avendo mai ricoperto tale carica, sia lui a dettare le regole della politica locale, tanto che, su più fronti, Sessa rappresenti il suo bacino di voti personale e si possa considerare la vera e propria roccaforte di questo personaggio!

Oliviero comincia la sua scalata al potere nel 1981, quando riveste la carica di Vice Segretario Provinciale del Confederazione Nazionale Artigiani di Caserta cui segue nel 1989 l’incarico di Direttore della Filiale di Napoli di ARTIGIANFINLEASING S.p.A.; dal 1995, tuttavia, abbandona questo ruolo per entrare in proprio, divenendo Libero Professionista, finché nel 2005, poco prima della prima elezione in Regione, diviene Responsabile del Servizio Sostenibilità dell’ARPAC: da qui dunque deriverebbe il suo costante impegno in favore dell’Ambiente (più teorico che pratico, a dire il vero, come vedremo tra poco). Frattanto, il nostro comincia ad aprirsi la strada per imporre il suo ducato a Sessa, candidandosi e venendo eletto svariate volte in consiglio comunale, alternando, con una precisione temporale quasi chirurgica, le cariche di Consigliere e Vice Sindaco, concludendo in bellezza con la carica di Presidente del Consiglio Comunale nel 2002. In ogni caso, dal Consiglio Regionale, come un Grande Fratello di orwelliana memoria, continua a controllare tutto ciò che accade nei suoi possedimenti, sponsorizzando e promuovendo nel 2016, alle ultime elezioni comunali, il suo protetto Silvio Sasso, favorito di turno i cui fili sono intrecciati tra le dita tozze del grande manovratore occulto Gennaro Oliviero come novello Mangiafuoco.

Durante gli svariati anni di governo locale e regionale, il nostro duca sembrerebbe aver curato non si sa quali interessi, dal momento che de facto, ha lasciato che la città andasse allo sfacelo, situazione che appare incrementata (e di molto) a partire dal momento in cui ricopre il maggiore potere politico. I danni alla città sono svariati e inglobano aree molto diverse tra loro, dalle infrastrutture comunali al territorio cittadino; tra gli innumerevoli interventi negativi ricordiamo la costruzione della locale caserma dei Carabinieri in una valle priva di sbocchi e per di più su un’area non comunale (il che ha fatto lievitare enormemente il prezzo dei lavori) e di una scuola praticamente mai utilizzata che è costata migliaia di euro, lo stato di incuria in cui versano interi edifici del centro storico, abbandonati al loro destino, l’inserimento nel Comune di personaggi di scarsa levatura culturale, per non parlare poi della situazione pietosa in cui versa il Consorzio Aurunco di Bonifica (C.A.B.) con Oliviero che, per ragioni politiche, ha mandato all’aria il progetto di fusione con il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, lasciando la struttura di fronte al rischio concreto del collasso. Tuttavia, vogliamo qui concentrarci su due gravi episodi di inquinamento dell’area sessana, uno materiale e uno metaforico: stiamo parlando, evidentemente, del caso liquami sversati nei canali di bonifica e di quello relativo al nosocomio aurunco; ma procediamo con ordine…

È l’estate del 2018 quando scatta nell’area di Sessa e di Cellole un grave allarme ambientale: alcuni canali di bonifica risultano ripieni di melma e liquami che impensieriscono agricoltori e cittadini dal momento che, sfociando quei canali direttamente in mare, ne renderebbero pericolosa la fruizione ai bagnanti; ebbene, vengono svolte le indagini del caso, si tiene un’audizione in regione presieduta da Gianpiero Zinzi, seguono ulteriori indagini che dimostrano la tossicità di quei liquami, contenenti sostanze cancerogene. In tutto questo, secondo voi avrà mostrato, il nostro caro amico Oliviero, un briciolo di interessamento per il suo territorio, a parole tanto amato? La risposta è scontata: assolutamente no; non a caso sia durante l’audizione in Regione sia, soprattutto, in occasione del sopralluogo ai canali è chiara e pesante l’assenza dell’Oliviero, allora Presidente della Commissione Ambiente, sia quella del suo sindaco preferito Silvio Sasso che, in quanto primo cittadino di Sessa, avrebbe dovuto interessarsi in prima persona della vicenda. Insomma, un bel modo per evitare apertamente una situazione imbarazzante in cui probabilmente i due erano invischiati fino al collo: è il caso di dire che hanno fatto una figura di “melma”!

Ma veniamo al piatto forte: il trattamento di (s)favore riservato dall’Oliviero al presidio ospedaliero San Rocco di Sessa Aurunca (che qui su Appia Polis monitoriamo costantemente), spremuto come un limone e portato alle estreme condizioni a quale scopo?…cui prodest? Ecchiossap!!! La situazione è veramente pietosa su più fronti, dal personale medico ai singoli reparti, dalle condizioni della struttura ai macchinari. Cominciamo dal reparto Radiologia dove non si possono fare radiografie: i macchinari non sono funzionanti e dopo le 18 il personale medico sparisce; per non parlare della questione TAC, lo scandalo più celebre legato al San Rocco: il macchinario non funziona e dunque le analisi risultano falsate e inattendibili. Se ci spostiamo in altri reparti la situazione non è migliore: la Cardiologia conosce carenza di personale ed è abbandonata a se stessa così come la Medicina Interna, laddove alcuni reparti, come quello di Ginecologia, conoscono costosi adeguamenti e per di più inutili. Dal punto di vista igienico-sanitario e strutturale la situazione è ancor più impressionante: muri crepati, pavimenti sporchi e sconnessi, ascensori guasti, vetri rotti, addirittura una finta parete in cartongesso con tanto di porta eretta per mascherare un vero e proprio cantiere aperto tra le corsie temendo una visita a sorpresa dell’Asl, senza dimenticare poi le fogne marce e maleodoranti che appestano l’aria al di fuori della sala mortuaria! In tutto questo nemmeno l’ombra di lavori di adeguamento: solo in seguito al servizio scandalo de “Le Iene” è stato approntato qualche intervento superficiale per mostrare che si stavano prendendo provvedimenti ma nulla purtroppo è cambiato.

GIOVANNI LETTIERI
MARIO DI BIASIO

E il direttore generale dell’Asl di Caserta, Mario De Biasio, che fa per porre un freno alla situazione? Si limita semplicemente a minacciare una visita a sorpresa (che, per la cronaca, è il classico segreto di Pulcinella perché la data era già nota al direttore sanitario Lettieri) che, guarda caso, salta all’ultimo momento con una giustificazione puerile e falsa come una banconota da 3 euro!

Nel frattempo è stato anche nominato un nuovo direttore sanitario in luogo di Lettieri, Salvatore Moretta, ma la situazione non sembra granché cambiata. Si è anche costituito un comitato civico “Ospedale San Rocco Bene Comune” per la difesa del presidio ospedaliero e il suo rientro in carreggiata, sanando le ferite aperte e permettendo la ripresa regolare delle attività. A tal proposito, è degno di nota il comportamento pregno di coerenza tenuto da Sasso e, di conseguenza, riflesso del pensiero di Oliviero: questi infatti fa capire esplicitamente che il San Rocco sarebbe una struttura vecchia (nonostante non abbia nemmeno 30 anni di vita) e, considerando la sua condizione attuale, non avrebbe mai ottenuto l’agibilità, anche in conseguenza del fatto che, essendo un edificio degli anni ’80, non sarebbe sicuramente risultato conforme alle norme antisismiche, stabilendo quindi 60 milioni di euro per lo studio di un nuovo ospedale, dimenticandosi (?), tuttavia, dei 20 milioni che erano stati stabiliti per l’adeguamento del nosocomio e mai spesi; successivamente però il nostro ospedale viene promosso a Dea di I livello: perché questa mossa? Forse per buttare fumo negli occhi ai cittadini e mascherare la reale intenzione di Oliviero di eliminare tale struttura e sostituirla?, oppure per mettere Oliviero davanti ai suoi fallimenti?

SILVIO SASSO

Il sindaco Sasso afferma che quelli che attaccano l’Ospedale non fanno un buon servizio ad esso, ponendosi in consonanza con quanto affermava a suo tempo l’ex DS Lettieri, secondo il quale all’interno della struttura ospedaliera “c’è un 5-10 % di mascalzoni che cercano di denigrare il lavoro degli altri”: vuoi vedere però che proprio questi mascalzoni e maligni sono coloro che si prodigano effettivamente per il bene del San Rocco (anche in considerazione del fatto che alcuni pettegolezzi parlano di parenti e amici di Oliviero da lui collocati all’interno della struttura)?

Bene, da questo breve resoconto avrete sicuramente capito che il nostro duca di Sessa Gennaro Oliviero detiene le chiavi di comando di tutto il nostro territorio e dell’area aurunca in particolare, dove può contare su un elettorato fedele e pronto a tutto pur di sostenerlo. Risulta chiaro, pertanto, come, per le sue ambizioni di potere e spinto dal desiderio di guadagni personali, egli abbia gettato alle ortiche la storia plurimillenaria di un’area così importante per l’Italia come la Terra di Lavoro e come Sessa Aurunca in particolar modo, una città così ricca di cultura che non merita di trovarsi nelle condizioni attuali in cui versa.

Noi vi abbiamo avvisato, ora, alle prossime elezioni, a voi la scelta!