EUROPEE, IL M5S E LE FAVOLE

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 –   di Francesca Nardi  – 

Quel che resta del tempo, prima del 26 maggio,  fortunatamente è solo uno scampolo che con un po’ di buona volontà e di impegno, potremmo addirittura impegnare in un discorso all’insegna della politica seria…cosa ne dite signori pentastellati dell’ultim’ora europea?…Ma vi pare possibile, con i guai cavalcanti che tra poco ci trascineranno nel delta del mondo e ci lasceranno a marcire tra i detriti del pensiero, che si debbano ascoltare proclami liberatori che vaticinano la solenne archiviazione di questa lunga stagione dell’austerity, lasciando sventolare la solita bandiera “dell’Europa delle banche da mandare a casa e ci sarà infine lavoro per tutti”?…ma vi rendete conto che non sarà necessario un Soros, ma sarà sufficiente un qualsiasi “pulisciscarpe” di Soros, per mandare a gambe all’aria e neutralizzare per altri cinque anni, la nostra infantile rudimentale vanagloria, agghindata da Five Stars Revolution?. La sceneggiata dell’Europa tenuta in ostaggio dai burocrati ha fatto il suo corso e la brillante candidata del M5S per il nostro territorio, Antimina Di Matteo, dovrebbe saperlo…la partita in Europa, oggi non si gioca con la valorizzazione dei nostri prodotti che tutti conoscono o con la cartolina di Pompei che conoscono ancora meglio…lo scontato era già scontato vent’anni fa, come i meccanismi che muovono gli umori e le tendenze…la partita in Europa non si gioca neppure con la scalata alla conquista del Salario Minimo Europeo che annuncia l’altro candidato Danilo Della Valle…e che fa pensare con un certo timore al Reddito di Cittadinanza 2, la Vendetta…Stiamo parlando di Europa , di quella macchina oliata per procura, oltre oceano, che ingrana e frena e riprende la corsa, secondo criteri che qualcuno  continua a  far finta che non esistano… Facciamola finita…la sopravvivenza in Europa si misura sulla capacità “personale” di essere ragguardevole, di rappresentare la forza di un’Idea che si intuisca inossidabile, si misura sul potere contrattuale non di un partito, ma degli uomini di un partito…un potere contrattuale che all’ordine del giorno prevede una sola ed unica questione  da analizzare, conditio sine qua non, per proseguire…Ed il punto è la gestione dei flussi migratori,,,sul quale abbiamo fallito miseramente…la gestione del “fatto” in sé,  quello che si finge di analizzare e si sciorina inutilmente sulle passerelle, con aria saccente dopo aver letto sul Bignami l’argomento. Il punto focale è l’analisi del fenomeno, quella che ti inchioda consapevolmente al tavolo di discussione, finché non hai trovato il perché che ti avvierà alla soluzione. Un discorso serio e consapevole che non ha nulla da dividere con le sciabolate reciproche per decidere quanti ne toccano all’Austria e quanti all’Italia… Siamo decisamente ridicoli oltre che ignoranti…e sulla buona strada per tornare, in maniera naturale a dare prova provata di noi e di quel che siamo tornati ad essere, nelle caverne, quando bastava agitare e menare la clava per farsi spazio…