CASAGIOVE, IL SINDACO VOZZA, L’AVVERSARIO E …LA STORIA

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LO SPINZETTATORE scaled CASAGIOVE, IL SINDACO VOZZA, L’AVVERSARIO E …LA STORIA(f.n.) – Calato il sipario sui risultati delle urne, si tende ad abbassare il livello di attenzione sugli effetti presunti o probabili, delle vicende che potrebbero avere influito sui risultati stessi, dimenticando, con indolenza tipicamente mediterranea, quanto perniciosa possa essere la rabbia taciuta, il rancore che tesse trame velenose ed assai intricate e il desiderio di rivalsa…Esagerazione? Ma assolutamente no…semplici considerazioni sulle debolezze umane e sulla predisposizione allo scarico abusivo di bucce di banana…perché qualcuno prima o poi ci cammini sopra.  Prendiamo una città come Casagiove, attraversata alla vigilia del voto, da venti improvvisi e sconquassanti, che hanno turbato gli equilibri e disgregato i disegni già ben confezionati per il futuro prossimo…già, perché nonostante qualcuno cerchi di mistificare la verità, raccontando la favola di una competizione vivace, tra i due candidati, caratterizzata da un testa a testa, fin dal primo momento,  la realtà è assolutamente diversa e trae la sua diversità dal carattere e dall’indole dei due personaggi. Danilo D’Angelo ha imperversato in lungo ed in largo su tutto il territorio casagiovese, cercando di “spinzettare” tutto il raccattabile, in termini di consenso, con metodi più o meno discutibili, come, almeno in parte, abbiamo dimostrato, mentre Giuseppe Vozza si muoveva secondo i suoi metodi e quel suo personale “stile rallenty” che non solo faceva venire la pellagra,  ma che gli impediva di reagire in maniera idonea alle intemperanze di D’Angelo e rilevare soprattutto l’inconsistenza delle sue sceneggiate da palcoscenico del Trianon…Visto e considerato che il risultato favorevole delle urne, viene letto dal Vozza, secondo la sua filosofia, questo after day appare assai tranquillo e la sua ouverture da sindaco, lancia messaggi subliminali del tipo: “avete visto che il bene alla fine trionfa sempre?”, vorremmo spendere due parole all’insegna del disincanto: caro Vozza, se credi che quella fascia tricolore sia il premio che il destino riserva, sempre e comunque ai giusti, scendi dal bianco destriero, perché il destino viene sempre dopo e non è mai puntuale…e ringrazia soprattutto la sorte, che ha fatto in modo che la maggioranza dei casagiovesi, guardasse al di là delle apparenze e dei piagnistei da operetta e soprattutto al di là delle promesse; ringrazia la lungimiranza e l’attenzione della maggioranza dei casagiovesi che non ha ritenuto corretto, tanto per fare un esempio, che il figlio del comandante dei vigili urbani, facesse da autista ad un candidato e ha considerato con un certo stupore, che qualche congiunto dello stesso, avesse trovato, guarda caso, un posto di lavoro proprio in campagna elettorale; ringrazia la coscienza della maggior parte dei casagiovesi che non ha gradito l’attacco volgare e personale, che l’altro candidato e il suo entourage hanno prodotto contro un uomo che, avendo compreso di essere stato strumentalizzato e preso per i fondelli, aveva intrapreso i passi necessari per tutelarsi. Caro sindaco ringrazia l’intelligenza e l’onestà dei casagiovesi, che ha consentito loro di riconoscere i tuoi meriti, la tua onestà e fare infine la differenza e di sceglierti, e… datti una mossa perché non basta essere onesto e soprattutto apri gli occhi e ricordati con chi hai a che fare… ricordati che le ombre sono sempre popolate da strani individui e che i metodi infami di oggi sono gli stessi metodi infami di quando eri sindaco, dieci milioni di anni fa e lottavi contro i cellulari! Ricordi? Le lettere anonime, vezzo storico di qualcuno rappresentano ora come allora, un pericolo subdolo e viscido dal quale Casagiove non si è mai liberata…Hasta la vista!