(f.n.) – “Nel giorno del risveglio” che controlleremo con attenzione, in quale data si sia verificato, onde poterlo celebrare ogni anno, per ricordare il momento fatale in cui il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, aveva deciso di dare un’occhiata alla “struttura e al meccanismo”, che consentivano alla Regione di procedere nel bene e nel male, tutti i Direttori generali della Campania sono stati convocati, tra i quali ovviamente anche i Dg della Sanità e se siamo così fortunati da poter contare, almeno per una volta, sul fenomeno dell’uguaglianza e parità, anche i Dg dell’Aorn e dell’Asl de noautri, saranno ascoltati e “verificati” con particolare attenzione. Resta da verificare, con la dovuta malignità, se l’obiettivo del risveglio del governatore, sia davvero quello di dare una regolata ai bulloni dell’ ingranaggio claudicante della Sanità, oppure soltanto il pretesto “su ispirazione” di “sguazzare” elegantemente nelle eventuali intemperanze deluchiane. Del resto non deve meravigliare la punta di malignità, peraltro inevitabile se la saggia decisione di Fico giunge a distanza di un anno dal suo insediamento, o no? Comunque ce la va sans dire che qualunque sia stato il motivo della saggia decisione, è appena il caso di evidenziare che, certe iniziative, dovrebbero essere portate a termine, in maniera assai seria, evitando le solite amnesie improvvise, per non parlare delle miopie epidemiche, sempre molto preoccupanti. E a tal proposito ci auguriamo che, poiché Vincenzo De Luca, nonostante sia un ex governatore, in quel della Regione, resta sempre un chiodo fisso per molti che, per quanto facciano, non riescono neppure a sbagliare alla sua altezza, ci auguriamo che tutte le nomine effettuate dallo stesso, siano adeguatamente verificate, compreso le attualmente in carica, o no? E adesso atterriamo chez nous, cioè nel nostro Ospedale, per tentare di comprendere a fondo, l’ultimo episodio “ingrassato e modellato” a dovere, da qualche sindacalista con l’Io extralarge. Ci riferiamo a domenica corsa, quella in cui siamo stati assenti all’appuntamento settimanale… La notizia preoccupante decollata dal nostro Ospedale e pubblicata su alcune testate, poneva in evidenza le conseguenze drammatiche della carenza di personale, nel caso in cui, come riportava la notizia,uno dei pochi infermiere in turno, malauguratamente aveva un malore…Indubbiamente il problema esiste e merita ogni attenzione possibile, soprattutto se l’evenienza in oggetto, accade in una terapia intensiva cardiochirurgica, come sembra essere accaduto, n’est pas? Ebbene, per molto meno ci siamo preoccupati per saperne di più, figuriamoci dinanzi a quello che aveva tutte le caratteristiche di un allarme più che giustificato. Sembrerebbe che la vicenda sia nata da una telefonata in Terapia Intensiva Cardiochirurgica, proveniente dal Sitra, con la richiesta di attivare “il reperibile”…(a quanto pare si era verificato un vuoto nel reparto di Cardiochirurgia che avrebbe dovuto essere compensato da un infermiere della T.I., mentre il reperibile avrebbe dovuto sostituire quest’ultimo in T.I.). La persona che rispondeva dalla T.I. al Sitra avrebbe obiettato che non spettava a lui attivare un reperibile, ma era compito del Sitra. Da lì a poco, proveniente dal Sitra arrivava in T.I. il dottor Pasquale Matera Tecnico di Radiologia, titolare di posizione organizzativa al Sitra, il quale, secondo alcune voci, in maniera arrogante avrebbe ordinato all’infermiere Nicola Cangiano di recarsi nel reparto di Cardiochirurgia, mentre lui stesso avrebbe preso il suo posto, presso i due pazienti della T.I. a lui affidati. A quel punto, l’infermiere si sarebbe rifiutato di assecondare la richiesta del Matera, preoccupandosi innanzitutto della qualità dell’assistenza ai suoi pazienti…Nel corso della inevitabile discussione, l’infermiere Cangiano si sarebbe sentito male e sarebbe stato trasportato in PS. Intanto, a quanto pare e nonostante l’arroganza del Matera e gli ordini provenienti dal Sitra, sembrerebbe che nessuno degli addetti ai lavori, appunto del Sitra, sarebbe stato al corrente di un fatto importante…il famoso reperibile era già in servizio, laddove era necessaria la sua presenza. E dopo una faticosa ricerca forse siamo riusciti a recuperare anche il nome del reperibile che stava svolgendo il suo lavoro …infatti dovrebbe trattarsi di Enzo Argenziano. Giunti a questo capitolo, di una storia ingarbugliata e consegnata alla fantasia di qualcuno che, evidentemente avrà i suoi motivi per rendere la verità delle cose, sempre che ne sia a conoscenza diretta, qualcosa di spettacolare (e se la sintesi risulta pasticciata e fuorviante ecchissenefrega!), tanto è vero che ad un certo punto circolava su fb addirittura una locandina con chiari riferimenti ad una vicenda che a quanto pare era stata stravolta, la domanda sorge spontanea, cruda, spietata ma spontanea…Scusate… ma il sitrologo Meles, perché se non abbiamo capito male, chi fin dall’inizio ha dimostrato di non essere in grado, né di gestire né di delegare, né di essere a conoscenza degli spostamenti effettuati o avvenuti naturalmente è proprio lui, dicevamo…ma il sitrologo Meles cosa fa di bello?, tra l’altro, il corretto uso della reperibilità se non ricordiamo male è contemplato in un documento ufficiale, o no? Ma… questa storia, se le ultime “voci volanti” riferiscono il vero, rischia di allungarsi ed arricchirsi di contorni che potrebbero risultare esilaranti, se non denotassero un tragico, irresponsabile, grottesco minisistema che prolifica nel maxisistema già compromesso della sanità de noautri…Infatti sembra che al momento sulla vicenda vi sia aria di diffide, denunce, e via col tango…allora…companeros, non resta che rimandare gli approfondimenti alla prossima…Hasta el Domingo!




















Ogni tanto escono statistiche, grafici, notizie che fanno capire la fuga degli infermieri dal pubblico o addirittura la disaffezione per la professione.
Ma in quale ospedale della Campania o d’Italia succede quello che si vede a Caserta?
In quale altro ambiente lavorativo esiste una disorganizzazione così pericolosa?
Il Covid è passato ma l’emergenza a Caserta durerà per decenni
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