ASSISTENZA SANITARIA, MOBILITÀ PASSIVA INARRESTABILE, PERCHÈ?

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IN UN SOLO ANNO UN INCREMENTO PASSIVO 3 MILIONI E MEZZO

Tutti i manager dovrebbero essere dei leader, mentre nella maggior parte dei casi sono semplici amministratori. Se dedicano la maggior parte del tempo a bilanci di previsione, costi e organigrammi, sono degli amministratori. Per essere un leader, occorre trascorrere del tempo con le persone all’interno dell’azienda per ricercare opportunità, formulare strategie e sostenere le rispettive missioni. Un vero leader è qualcuno che ha conquistato il rispetto del personale, che condivide la sua visione” (Philip Kotler). È ancora più esplicito Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, il quale proprio a febbraio di quest’anno ha dichiarato che tra le cause dell’inefficienza assistenziale vi è “….l’inadeguatezza del management….l’importante è che i manager inadeguati non restino al loro posto. È qui che deve intervenire il livello centrale..” (Il Cerusico, 12.3.2018).

Una introduzione, questa, per evidenziare come la Dirigenza dell’Asl sia proprio l’opposto di quanto enunciato. Porte sbarrate a tenuta stagna (c’è qualcosa da nascondere?); dipendenti e collaboratori tenuti a debita distanza; uno strisciante atteggiamento mobbizzante ed, ai più, impercettibile (Benessere Organizzativo, Art. 20, c. 3 del D.lgs. 33/2013. Atto Az.le 2017, pag. 12); ma questo sarà argomento da trattare con più dovizia di analisi. Intanto, Il Cerusico, questa volta vuole sfogarsi su quelli che sono i cosiddetti Tassi di fuga dei pazienti della nostra Provincia verso altre Regioni. Una vera e propria umiliazione, una barbara mortificazione. La chiamano migrazione sanitaria, addirittura turismo sanitario, la verità è che questo fenomeno è una vera e propria emergenza sociale del nostro paese. Ogni anno la mobilità ospedaliera interregionale riguarda più di 750.000 ricoveri, se si escludono i ricoveri per motivi logistici e quelli multipli, sono circa 400.000 le persone che ogni anno si spostano per farsi curare in una regione diversa dalla loro, accompagnate da uno o più familiari. Spesso il tempo delle cure è molto lungo, e al dolore della malattia aggiunge anche difficoltà pratiche, economiche e organizzative per il fatto di ritrovarsi in una città sconosciuta, spesso grande e dispersiva”. Umiliazione, mortificazione.

Il quadro tracciato dalla Cgil punto per punto e area per area: “ingolfamento dei Pronto soccorso e aumento dei tempi di attesa ormai a livelli insostenibili”. Ed ancora, «spesi 269 milioni di euro per prestazioni sanitarie effettuate fuori regione» (67 milioni solo per l’Asl di Caserta, Bilancio Consuntivo 2016). La provincia di Terra di Lavoro «detiene il record per numero di cittadini che si rivolgono a strutture di altre regioni per prestazioni di bassa-media e alta complessità». Il tutto comprovato dalla Delibera n. 1497 del 30.11.2017 – Relazione Bilancio Previsionale 2018-2020. “Ciò per l’ASL Caserta significa maggiori costi per euro 67.410.000 dovuto alla maggiore mobilità passiva extra regione rispetto a quella attiva (2017)”. Quindi, come da Verbale n. 4 Collegio Sindacale del 2016 in cui si riscontra una mobilità passiva di circa 64 milioni di euro, mentre per il 2017 si sono verificati 67 milioni e mezzo per la stessa motivazione, se ne deduce un incremento passivo in un solo anno di ben 3 milioni e mezzo!!!! Però, però, a fronte di questo scandalo gestionale e fallimento manageriale, dalla Sintesi del Bilancio e Relazione sul Grado di Raggiungimento degli Obiettivi Economico Finanziari, leggiamo che: “A fronte di ciò, anche nel corso del 2017, così come per gli anni precedenti, l’Azienda ha proseguito il processo virtuoso di contenimento dei costi, perseguendo costantemente una politica gestionale attenta” (!!!???). E udite, udite cosa afferma, secondo un suo concetto della mission aziendale, Il Dirigente Servizio Controllo di Gestione dell’Asl, Dr. Michele Tari: “Anche l’analisi degli indicatori di appropriatezza prescrittiva monitorati nel Cruscotto TS, elaborati dall’AIFA ai sensi dell’art. 11, comma 7, lett. b) del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010 individuano l’ASL Caserta quale ASL più virtuosa”. Lo stesso Tari il quale con i suoi virtuosismi matematici contribuì affinchè “l’ex D.G. Paolo Menduni, venisse premiato per

Michele Tari e Paolo Menduni
Michele Tari e Paolo Menduni

le sue “altissime” doti di manager con la bellezza di 30.000 euro extra. La somma definita “quota premiale riconosciuta per l’incarico di Direttore Generale dell’Asl di Caserta”. Il premio è motivato dal raggiungimento di “una percentuale di utile di bilancio” il che, ci risulta, sia stato possibilenelle classiche forme in uso tra manager: Ovvero taglio di là per poter dare di qua. Delibera n. 39/2018” (F.N. Appia Polis, 19.01.2018). Ora attendiamo anche per De Biasio stesso riconoscimento.

 

Come a dire, “il panettiere è stato bravo a risparmiare sulla farina, ma il paesano è rimasto senza pane ed è morto di fame”. O no? A questo punto, Il Cerusico si chiede: “perché  questi strateghi della sanità nostrana, non spiegano le motivazioni di questo scandalo nazionale? Perché ci vogliono imbonire con le loro masturbazioni mentali su un raggiungimento di obiettivi virtuali rispetto a quella che è la drammaticità dei fatti?”. Perché i nostri cittadini vanno ad ingrossare la mobilità attiva del Lazio (Cassino, Formia, Gaeta)? Perché i nostri cittadini vanno a contribuire alla voce attiva nella compensazione della Regione Molise (Venafro, Isernia)? È il Molise (100 punti), infatti, a guadagnarsi la prima posizione della graduatoria parziale nazionale relativa alla mobilità attiva. L’indice di attrazione è pari al 26,7%. Le altre realtà più attrattive sono la Lombardia (144 mila ricoveri extraregionali), l’Emilia Romagna (109 mila ricoveri extraregionali), il Lazio (83 mila ricoveri extraregionali), la Toscana (67 mila ricoveri extraregionali) ed il Veneto (55 mila ricoveri extraregionali)”. (C. Zanon – Direttore Scientifico Motore Sanità). Perché non ce lo spiegano De Biasio, Correra, Blasotti e Tari? Persino Clemente Mastella, dapprima medicato all’Ospedale di Piedimonte Matese, si è poi recato al Gemelli di Roma per la ricostruzione del dito fratturato in un incidente stradale! E come non dimenticare l’ex Presidente della Giunta Regionale, nonché della Sanità campana, Antonio Bassolino, il quale si andò ad operare le corde vocali in Germania! E il Dott. Gaetano Rivezzi, costretto ad emigrare al Careggi di Firenze? Senza contare le “denunce” che provengono dal Pronto Soccorso dell’Ospedale AORN di Caserta, letteralmente invaso da utenti provenienti da tutti i Comuni della Provincia. Compresi quelli dotati di strutture ospedaliere dell’Asl di Caserta…..”Ma che li tenete a fare quegli ospedali. Chiudeteli!”. 

“L’ASL Caserta quale ASL più virtuosa”

Chiuderli? Ma se sono appena arrivati altri 180 milioni di Euro per ripotenziarli per poi richiuderli!!! “….l’inadeguatezza del management…. l’importante è che i manager inadeguati non restino al loro posto. È qui che deve intervenire il livello centrale….”. (Il Cerusico, 26.03.2018).