ASL E PRECARI, SINDACATI E POLITICI LA TAVOLA È IMBANDITA

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Riportiamo il solenne Comunicato Stampa emanato a seguito della riunione tenutasi presso l’Asl di Caserta il 20.02.2019. Erano presenti per la parte pubblica il Direttore Amministrativo Blasotti, il capo del personale, Cosentino, i dottori Esposito e Cautillo, per le OO.SS. Domenico Vettone della Cgil, Nicola Cristiani per la Cisl, la Uil con Golino, Di Lucia per la Fsi, Nuzzo con Nursing Up e Stabile per la Fials. “Come abbiamo ribadito più volte e discusso in sede CISL – commenta Nicola Cristianiappena approvato il “Piano del Fabbisogno Triennale Occupazionale” si darà corso al bando di manifestazione d’interesse per il personale precario. Finalmente si avvia la fase concorsuale, era dall’anno 2005 che eravamo fermi, quasi 20 anni di stop nel corso dei quali abbiamo perso migliaia di dipendenti. Potremo vedere quella tanto auspicata risposta occupazionale dal territorio, i giovani soprattutto potranno avere delle possibilità fin’ora loro negate. Si è quindi deciso di pubblicare nei prossimi giorno il bando mentre la riunione è stata aggiornata al giorno 13 marzo. Nel corso dei 10 giorni utili alla presentazione del bando, noi come sindacato ci incontreremo per approfondire e ragionare sui criteri del concorso interno e sul 50% dei posti destinati al personale esterno preparando anche una bozza di piattaforma. La procedura al concorso interno sarà destinata agli aventi diritto alla stabilizzazione, vale a dire per coloro che al 31/12/2017 avranno in carico tre anni di servizio, negli ultimi 8 anni. (Decreto Madia, n.d.r.) Per tutti gli altri elementi che non rientrano nella suddetta specifica e per i quali al momento non ci sono state altre comunicazioni di trasferimento di data da parte del governo centrale lavoreremo affinché anche l’altro 50 % dei posti vada messo a concorso attraverso il riconoscimento della premialità del servizio prestato, come da accordo regionale di Cgil Cisl e Uil, siglato il 12 luglio 2018 in Regione Campania”. Orbene, Il Cerusico, quando si tratta di giovani e specialmente quelli del nostro Sud, non può che esultare! Specialmente in questo caso, poiché non si tratta di qualche decina, bensì di qualche centinaio di giovani che non emigreranno negli Uffici, Servizi o Strutture Ospedaliere del Nord. Tanto per doverosa e solenne premessa. E tanto per restare nel polically correct. Bisogna evidenziare, però, che quando si parla di giovani, si parla di competenze, capacità, impegno, dedizione, di meritocrazia insomma. Quella meritocrazia tanto richiamata, ovvero il contrario di assistenzialismo causa del male assoluto della storia del Meridione d’Italia. O, meglio ancora, parassitismo! E, poi, ci lamentiamo di quell’autonomia invocata dalle Regioni del Nord!

Il Cerusico, prova anche in questo caso a spiegare il suo perché. Dal Comunicato Stampa si evince che per la stabilizzazione dei precari il 50% è destinato per Legge a coloro che hanno già anni (al 2017) di lungo corso di collaborazioni, l’altro 50%, per Legge, dovrebbe essere destinato a concorrenti esterni. A quanto pare, qui da noi, così non è. Una forma di autonomia applicata ante litteram! Infatti, si ipotizza di riservare il restante 50% “attraverso il riconoscimento della premialità del servizio prestato”. Ovvero per tutti coloro che non rientrerebbero nel dettato della Legge. Ora, premesso che anche tra quei co.co.co. o co.co.pro., non rientranti nel dettato normativo, una stragrande maggioranza fanno parte di quel costume (parentopoli) di cui abbiamo lungamente trattato e documentato (Il Cerusico, 29.10.2018; 27.08.2018; 25.06.2018; 24.12.2018; 24.09.2018; 17.12.2018; 11.06.2018; 11.02.2019; 10.09.2018; 08.01.2018 etc.), ci piacerebbe sapere conoscere come questa “premialità del servizio prestato”, è stata e verrà valutata. Andiamo per ordine. Il comma 6 dell’art. 7, D.Lgs. n. 165/2001, prevede che, fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis, per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le Amministrazioni Pubbliche possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità: 1 – l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione conferente; 2 – l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto.

  • Ora, di grazia, con quale Avviso Pubblico Interno si è proceduto ad “accertare l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili all’interno dell’Asl?
  • I Consulenti sono stati proprio tutti destinati alle “competenze attribuite”?
  • Molti di questi, con quali Bandi Pubblici sono transitati da un Progetto all’altro?
  • Quanti di questi sono stati oggetto di effettiva valutazione?
  • Quanti Progetti (sperimentali, temporanei, etc,) sono stati prorogati sine die?

Insomma, quanti di questi non si trovano in effettivo Conflitto di Interessi essendo figli, nipoti, mogli, generi, fidanzate e concubine di funzionari, dirigenti o direttori dell’Asl? “1) Il dipendente si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado..… Art.7 – Obbligo di astensione. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi. Alla luce di questi quesiti, come non dubitare, se proprio non avere la certezza che quest’ultima concertazione, altro non è che l’ultima rappresentazione di quella parentopoli più volte denunciata??? Quanti Sindacalisti seduti a quel tavolo possono affermare di non trovarsi nelle condizioni di cui sopra? Poveri quei figli del Sud, illusi e incantati da proclami emanati a loro difesa! Poveri quei figli del Sud, privi di “padrini” e destinati, come negli anni ’50 a dovere fare la valigia di cartone! I peggiori nemici dei figli del Sud non sono gli autonomisti del Nord, sono il loro falsi e beceri rappresentanti della Cosa Pubblica!!!Per concludere, nelle tavole rotonde Sindacati – Dirigenza, poi, sì è discusso, in generale, degli assetti organizzativi dell’Azienda, dello spinoso problema della medicina di urgenza e dell’organizzazione del servizio 118, della necessità di “valorizzare le risorse umane interne in base a titoli e meriti posseduti, alla luce dei profili previsti dal nuovo CCNL”. A tal proposito le OO.SS. hanno congiuntamente richiesto l’azzeramento di eventuali incarichi attribuiti in maniera non conforme al CCNL di settore, in maniera da offrire un’occasione di valorizzazione ai dipendenti in base al merito, prescindendo da logiche di appartenenza o di favoritismi. Siamo proprio curiosi e fiduciosi…..!!!

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